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La Calabria verso il voto, Occhiuto insiste e spara ancora a zero contro il reddito di dignità: “E’ una fake news”

“Vedo un grande entusiasmo. Se dovessi misurare il clima le direi che è addirittura migliore di quello del 2021. Sono convinto che, in Calabria come altrove, l’auspicio della sinistra di avere la propria rivincita su Meloni con le Regionali si infrangerà contro i risultati”.

Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”.

Contro di lei, con Tridico, si è riunito un campo larghissimo

“Non ho timori. Anzi, ho la netta sensazione che quel campo largo nelle urne si restringerà di molto”. Il reddito di dignità regionale? “È una fake news, semplicemente perché non si può fare. Un’iniziativa del genere non si potrebbe finanziare con i fondi europei e non ci sono altri fondi  sufficienti per realizzarlo. Dunque, se un economista, quale Tridico è, dicesse una cosa del genere in un’aula universitaria dovrebbe poi spiegare come è possibile che sia diventato professore”.

Lei è così sicuro sia un bluff?

“Legga bene la proposta: quando a sinistra dicono reddito di dignità, in realtà non parlano altro che di tirocini. Tirocinanti io in Calabria ne ho ereditati circa 4mila dalla precedente Giunta di centrosinistra e con gran fatica li sto stabilizzando”.

I commissari della sanità: “Nominati da Conte”

Che in Calabria la sanità non funzionasse è un dato – prosegue il governatore -, siamo commissariati da quindici anni. Gli ultimi tre commissari prima di me li aveva nominati il governo Conte“. Se rieletto riprenderà il ruolo di commissario? “Non ce ne sarà più bisogno. Ora è tutto certificato, niente più commissari“. È sotto inchiesta ma ha detto fin da subito di essere certo della sua innocenza. “Assolutamente sicuro. Non ho mai avuto condotte neanche lontanamente censurabili“.

Ma allora perché si è dimesso? 

“Sono stati i calabresi a convincermi che fosse giusto. La burocrazia è una bestia da domare, ho avuto il timore che tutto si fermasse in attesa di giudizio e non potevo permetterlo. Così ho deciso di dimettermi e di ricandidarmi”. Con Tridico ve le date di santa ragione, poi se vi incontrate sono sorrisi e strette di mano.

“Siamo persone civili, è normale sia così. Tridico è un avversario politico e non un nemico. Io sto facendo campagna elettorale raccontando principalmente quello che ho fatto. Vado dappertutto. In tutte e cinque le province calabresi”, conclude Occhiuto