In un annuncio che segna un punto di rottura nella campagna elettorale, Francesco Toscano, candidato alla presidenza della Regione Calabria per il partito Dsp, ha dichiarato che, in caso di vittoria, la sua prima azione sarà proporre un gemellaggio immediato tra la Calabria e la Palestina.
L’iniziativa, definita “un atto dal forte valore politico e morale”, si fonda sulla convinzione che “stare dalla parte dei deboli è sconveniente, ma è l’unica scelta moralmente possibile”. Toscano ha inoltre sottolineato che “chi nega il genocidio è complice”, legando la sua posizione a un chiaro schieramento etico in un contesto geopolitico delicato.
Il richiamo alle radici storiche
La proposta non si limita a un atto di solidarietà contemporanea, ma si radica nella tradizione storica e spirituale della Calabria. Il candidato di Dsp ha infatti richiamato la figura dell’abate Gioacchino da Fiore, descritto come un “profeta della speranza”, i cui scritti preannunciavano “un’età nuova dello Spirito, fondata su giustizia e fraternità”.
Secondo Toscano, la Calabria ha il dovere di attingere a questa “radice universale” per riscoprire il proprio coraggio, la propria umanità e il proprio legame con la verità, diventando così un punto di riferimento morale nel Mediterraneo.
Dall’idea alla cooperazione concreta
Il gemellaggio con la Palestina, secondo le intenzioni di Toscano, andrebbe ben oltre un mero atto simbolico. “Sarà un impegno vero”, ha spiegato il candidato, che ha promesso iniziative di cooperazione culturale, percorsi di informazione, e programmi di accoglienza. L’obiettivo è chiaro: “Testimoniare che la nostra terra non volta le spalle ai popoli che soffrono ma li accoglie e ascolta”.
La Calabria, per la visione di Toscano, deve trasformarsi in una “luce di speranza” e in una “voce di chi non ha voce”, sconfiggendo la “politica dell’indifferenza e dell’ignavia”.



