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Regionali, Toscano escluso dai dibattiti: “In Calabria la democrazia è solo di facciata”

Francesco Toscano, candidato alla presidenza della Regione con Democrazia Sovrana Popolare (Dsp), lancia un’accusa chiara: sarebbe in atto una sistematica esclusione dal dibattito politico pre-elettorale.

“Se non hai il pass dell’establishment, resti fuori dai giochi”, denuncia, puntando il dito contro un sistema che premia solo i candidati “allineati”.

“Mai stati invitati, ma ci accusano di assenteismo”

Toscano contesta le narrazioni diffuse in questi giorni secondo cui Dsp si sarebbe rifiutata di partecipare ai confronti pubblici: “Non siamo mai stati invitati, eppure si dice che ci siamo tirati indietro. È falso”.

Il candidato precisa che il suo movimento non è affatto un soggetto marginale o inaffidabile: “Non abbiamo conflitti d’interesse, non siamo sponsorizzati da nessuna lobby e non rispondiamo ai soliti noti del sistema sanitario privato o politico”.

“Ci temono perché siamo realmente alternativi”

Secondo Toscano, l’oscuramento mediatico e istituzionale del suo movimento è frutto di una precisa strategia: “Facciamo paura, perché non siamo controllabili e non cambiamo bandiera per una poltrona. La nostra libertà di pensiero è vista come una minaccia”.

Il riferimento è a un bipolarismo costruito, in cui – sostiene – le uniche voci ammesse al confronto sono quelle che garantiscono continuità al sistema di potere esistente.

“In Calabria, libertà e pluralismo sono solo parole”

Il leader di Dsp descrive una regione dove la democrazia è apparente: “Se sei innocuo, ti aprono le porte di tutto: dai palazzi regionali al Parlamento europeo. Se invece sei critico, ti chiudono in faccia ogni possibilità di confronto”.

Secondo Toscano, questa dinamica rischia di stravolgere il senso stesso delle elezioni, rendendo invisibili i candidati che non appartengono al sistema.

Conclusione: “Serve un confronto vero, non una messinscena”

Il candidato chiude con un appello diretto a cittadini e media: “Basta teatrini. Vogliamo un confronto pubblico reale, aperto a tutte le forze in campo. Escluderci significa negare il diritto all’informazione degli elettori e falsare il senso della competizione democratica”.