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Rifiutato il minuto di silenzio per Charlie Kirk: tensione al Consiglio comunale di Reggio Calabria

Durante la seduta di eri del Consiglio comunale di Reggio Calabria è scoppiata la polemica sulla richiesta di un minuto di silenzio in memoria di Charlie Kirk, giovane attivista statunitense recentemente ucciso.

Il consigliere Massimo Ripepi del gruppo misto aveva avanzato la richiesta definendola un gesto simbolico di rispetto e umanità, legato alla vita spezzata di Kirk per motivi religiosi.

Secondo Ripepi, negare questo atto rappresenterebbe un fallimento dei valori cristiani nella gestione consiliare.

La decisione del presidente

Il presidente del Consiglio, Vincenzo Marra, ha motivato il rifiuto richiamandosi a criteri applicati a precedenti simili, tra cui eventi internazionali come la morte di persone durante l’assalto al Campidoglio negli Stati Uniti. Marra ha precisato che, pur riconoscendo la gravità dell’omicidio di Kirk, la decisione era volta a evitare strumentalizzazioni politiche, già verificatesi in casi analoghi.

Lo scontro politico e religioso

Ripepi ha definito la decisione un “vergognoso tradimento dei valori cristiani”, sottolineando come il Consiglio si sia piegato a logiche di partito piuttosto che a un gesto simbolico di solidarietà. Il consigliere ha invitato i colleghi che si professano cristiani a riflettere sulla coerenza tra principi religiosi e scelte istituzionali, evidenziando uno scontro tra visioni opposte del mondo: da una parte quella conservatrice e cristiana, dall’altra quella globalista e politica.