La puntata di ieri sera di Fuori dal Coro, il programma – inchiesta di Rete 4 condotto da Mario Giordano, ha aperto un focus drammatico sull’Italia della malasanità, portando alla luce la storia di Carlotta La Croce, la bambina di 12 anni deceduta a luglio scorso a Catanzaro.
Carlotta, tornata dalla Svizzera ad Amaroni, nel Catanzarese. per le sue agognate vacanze, è stata colpita da un malore improvviso: dolori al petto e alla schiena lancinanti. Mentre la situazione precipitava, il senso di stanchezza e la voglia di dormire prendevano il sopravvento.
Ai genitori, che cercavano disperatamente di rassicurarla, la piccola Carlotta avrebbe espresso con disarmante semplicità il suo ultimo, straziante desiderio: “Io sono venuta in Calabria per trascorrere le ferie non per stare in ospedale”. Poche ore dopo, la bambina è stata stroncata da un collasso fatale, dovuto a una dissecazione aortica.
Due ore decisive: l’accusa di omicidio colposo
La sua vita, piena di gioia e vitalità, è stata spezzata in una notte di luglio da un malore improvviso: forti dolori dorsali e addominali. Portata d’urgenza all’ospedale di Soverato, i medici hanno disposto l’immediato trasferimento all’ospedale di Catanzaro per accertamenti approfonditi. È qui che, secondo la denuncia della famiglia, si è consumato un dramma nel dramma, trasformando un’emergenza in una corsa contro il tempo mai partita.
Il servizio di Fuori dal coro si è concentrato sul “tempo assassino”: l’attesa di oltre due ore per l’arrivo dell’ambulanza per il trasferimento d’urgenza dall’ospedale di Soverato a quello di Catanzaro. Due ore considerate “infinite” in un’emergenza vitale.
I genitori di Carlotta hanno sporto denuncia, accusando apertamente il sistema di negligenza e menefreghismo. La loro tesi, drammaticamente esposta nel programma, è che Carlotta sia stata “morta per menefreghismo” a causa di ostacoli burocratici.
Burocrazia contro la vita: i dettagli agghiaccianti
La denuncia presentata dai genitori, Orlando e Anna, assistiti dall’avvocato Arturo Bova, evidenzia dettagli agghiaccianti. L’inchiesta di Fuori dal Coro ha messo in evidenza le presunte incredibili omissioni. Nonostante le condizioni disperate e il tempo che stringeva, i genitori si sarebbero visti negare la possibilità di chiamare un’ambulanza privata a proprie spese ricevendo un diniego dai sanitari.
L’aspetto più sconcertante è il presunto rifiuto di utilizzare un mezzo del 118 già in loco e di rientro a Catanzaro, vuoto, per non contravvenire alle rigide procedure burocratiche. Il nodo della vicenda, quindi, ruota attorno a un’attesa di oltre due ore per l’arrivo dell’ambulanza del 118, partita da Maida.
L’autopsia ha stabilito che la causa della morte è stata una dissecazione aortica, una patologia vascolare rara e fulminante. La domanda che la famiglia continua a porsi è lancinante: un intervento più tempestivo avrebbe potuto salvare Carlotta?
La richiesta della verità
I genitori chiedono verità: possibile che la burocrazia e le omissioni abbiano condannato a morte una bambina di 12 anni? La Procura di Catanzaro ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per accertare se un soccorso più tempestivo avrebbe potuto evitare la tragedia.
Il caso di Carlotta La Croce diventa così, nella puntata di ieri sera di Fuori dal Coro, l’emblema di un’Italia dove il diritto alla salute sembrerebbe essere calpestato e dove la burocrazia pare trasformarsi in una condanna a morte.
La mamma della bambina, con il cuore lacerato dal dolore, ha voluto sottolineare l’importanza della loro battaglia per la verità: “Tutti devono sapere e conoscere, se quanto accaduto a mia figlia può essere un esempio perché tutto ciò non si ripeta, noi lo raccontiamo anche se con il cuore lacerato dal dolore“.



