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Elezioni Calabria, rebus seggi: l’interpretazione della legge elettorale rischia di stravolgere il consiglio regionale

Le elezioni regionali del 5 e 6 ottobre in Calabria, che hanno visto la vittoria del presidente uscente Roberto Occhiuto, non sembrano aver messo la parola fine alla battaglia politica.

Come spesso accade nel panorama giuridico-elettorale italiano, il diavolo si annida nelle tecnicalità, e un’interpretazione controversa della norma sui quozienti rischia di stravolgere l’attribuzione dei seggi in Consiglio Regionale.

La legge elettorale calabrese, disciplinata dalla legge nazionale n. 108 del 1968 e dalla legge regionale n. 1 del 2005 (coordinata con innumerevoli modifiche successive), stabilisce che una singola lista debba superare la soglia di sbarramento del 4% su base regionale per accedere alla ripartizione dei seggi.

È proprio la base di calcolo di tale percentuale a generare un potenziale “ginepraio” di ricorsi e conseguenze politiche significative.

Il nodo del calcolo: voti alle liste o voti validi totali?

Il sistema informatico del Ministero dell’Interno, Eligendo, ha inizialmente fornito un riscontro basato sul calcolo della percentuale sui voti ottenuti dal totale delle liste (759.004). Secondo questo dato, cinque liste della coalizione di centrodestra a sostegno di Occhiuto avrebbero superato il quorum del 4%, ottenendo seggi:

  • Forza Italia (7 seggi)
  • Occhiuto Presidente (4 seggi)
  • Fratelli d’Italia (4 seggi)
  • Lega (3 seggi)
  • Noi Moderati (2 seggi)

Tuttavia, esiste una diversa interpretazione giuridica, supportata da alcune pronunce amministrative, che sostiene come la percentuale debba essere calcolata sul complesso dei voti validi (792.731), includendo cioè anche quelli di chi ha votato solo ed esclusivamente il candidato presidente, senza esprimere preferenze di lista.

Il “caso” Noi Moderati e l’effetto domino

Se dovesse prevalere la seconda interpretazione, basata sul totale dei voti validi, la base di calcolo aumenterebbe e la percentuale attribuita alla lista Noi Moderati subirebbe una decurtazione critica.

Base di calcolo Voti di lista Noi Moderati Percentuale Quorum 4% Seggi attribuiti
Voti alle Liste (759.004) 30.613 4,03% Superato 2
Voti Validi Totali (792.731) 30.613 3,86% Non Superato 0

Con lo scendere sotto la soglia del 4%, la lista Noi Moderati perderebbe i due seggi inizialmente attribuiti (Vito Pitaro nella circoscrizione Centro e Riccardo Rosa nella circoscrizione Nord).

I seggi così liberati andrebbero riassegnati attraverso il complesso calcolo dei resti e del premio di maggioranza, innescando un vero e proprio effetto domino:

  • Centrodestra: Entrerebbero in Consiglio regionale due “primi dei non eletti” delle altre liste della coalizione: Michele Comito (lista Occhiuto Presidente, circoscrizione Centro) e Franco Sarica (lista Lega, circoscrizione Sud).
    • Conseguenza politica: La Lega passerebbe ad avere 4 consiglieri regionali, eguagliando il numero di seggi di Fratelli d’Italia e della lista Occhiuto Presidente, modificando gli equilibri interni alla maggioranza.
  • Centrosinistra: Mutamenti interverrebbero anche nella minoranza, con lo spostamento del quarto seggio assegnato al Partito Democratico dalla circoscrizione Sud a quella Centro, in base al calcolo dei resti più alti.
    • Conseguenza politica: Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, (arrivato secondo nella circoscrizione Sud con 10.341 preferenze) rimarrebbe fuori dal consiglio regionale. Farebbe invece ingresso a Palazzo Campanella Giusy Iemma, arrivata seconda nella circoscrizione Centro.

Il dibattito sull’interpretazione della legge elettorale e sul corretto calcolo del quorum per l’attribuzione dei seggi si preannuncia acceso, con probabili ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato che decideranno la definitiva geografia del nuovo Consiglio Regionale.