HomeAttualitàAllarme privacy a Villa San Giovanni:...

Allarme privacy a Villa San Giovanni: Codacons contro il sistema automatico “Cerbero”

Il sistema di videosorveglianza comunale “Cerbero”, attivo nel comune di Villa San Giovanni, è finito al centro di un duro scontro legale con il CODACONS.

L’associazione dei consumatori, guidata dall’Avv. Antonia Condemi, ha depositato due distinti esposti, uno indirizzato alla Prefettura di Reggio Calabria e l’altro alla Guardia di Finanza, per richiedere l’immediata sospensione del sistema e una verifica sulla sua legittimità.

La mossa del CODACONS arriva dopo tre mesi di indagini e due precedenti reclami già inviati al Garante per la Protezione dei Dati Personali, rimasti apparentemente inascoltati. Al centro della contestazione vi è l’inerzia del neo Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) comunale, a cui era stato intimato di disporre lo spegnimento del sistema a causa della presunta mancanza di atti amministrativi preventivi e di trasparenza nei confronti degli utenti, il che configurerebbe illeciti anche di natura penale.

Rilevazioni automatiche vietate e rischio “fare cassa”

Secondo il CODACONS, il sistema di rilevazione delle infrazioni continua a operare con accertamenti automatici, modalità che sarebbe vietata sia dal Codice della Strada sia dalla giurisprudenza e dalle circolari del Ministero dell’Interno.

L’automatismo delle contestazioni appare evidente, in particolare, con le rilevazioni notturne, periodo in cui la Polizia Locale non è in servizio. Per l’associazione, questa prassi rappresenta una “deriva della legalità” e nasconde il tentativo del Comune di “fare cassa”.

“Il sistema registra e sanziona costantemente in modo automatico, senza alcuna delle garanzie previste dal GDPR e dal Codice della Strada,” ha dichiarato l’Avv. Antonia Condemi. “Ciò attua un abuso penale e amministrativo e una violazione dei diritti fondamentali. Il Prefetto e la Guardia di Finanza devono intervenire immediatamente perché questi sono compiti precisi loro affidati anche dal Codice penale.”

L’elenco delle presunte violazioni: dal GDPR alla mancanza del DPO

Le irregolarità denunciate dal CODACONS spaziano su un ampio ventaglio di violazioni: dalla carenza di atti amministrativi, alla mancata presenza del “documento d’Impatto” e del registro dei trattamenti, all’assenza di delibere di Giunta, alla violazione del regolamento comunale e, persino, alla presunta mancanza del DPO.

A queste si aggiungerebbero ipotesi di trattamento illecito di dati personali, accesso abusivo a sistemi informatici, falsità ideologica e omissione di atti. Tale “frullato di violazioni” rende urgente l’interruzione immediata del trattamento, specialmente in una città come Villa San Giovanni, che vede il transito di oltre 5 milioni di veicoli all’anno.

L’Avv. Condemi ha, inoltre, sottolineato l’importanza del rispetto delle regole da entrambe le parti: “È giusto che i conducenti dei veicoli rispettino le regole ma altrettanto doveroso è che le Istituzioni rispettino le leggi. Non permetteremo che la sicurezza diventi il pretesto per violare diritti fondamentali con l’unico scopo di creare profitto per l’Ente.”

Ricorso all’EDPB e richiesta di annullamento delle sanzioni

In chiusura, l’associazione ha espresso un forte dissenso nei confronti dell’operato di alcune autorità di controllo, come il Garante per la Privacy, che a loro dire si sono trasformate in “strutture elefantiache che non rispondono più alle esigenze per cui sono nate”. Per tale motivo, il CODACONS non si fermerà al livello nazionale ma si rivolgerà direttamente all’EDPB (European Data Protection Board), l’organo europeo che garantisce l’uniforme applicazione delle norme.

L’obiettivo è chiedere un “deciso intervento sul Governo Nazionale e sullo stesso Garante” per tutelare i diritti fondamentali, che in Italia sarebbero giunti a un paradosso di mancata protezione.

In conseguenza agli esposti, il CODACONS ha già annunciato che chiederà l’annullamento di tutte le sanzioni elevate tramite il sistema “Cerbero” e il rimborso per tutti coloro che hanno già provveduto al pagamento delle multe.