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UGL Salute boccia il nuovo contratto della sanità pubblica: “Aumenti modesti e arretrati irrisori”

La firma definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) della Sanità Pubblica 2022-2024, che riguarda oltre 581.000 lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale tra infermieri, OSS, tecnici, professionisti sanitari e amministrativi, non è una giornata di festa per l’UGL Salute.

I dirigenti materani Margherita Rasulo e Pino Giordano definiscono la conclusione di questo percorso “lungo e deludente”, ritenendo che il contratto non riconosca adeguatamente il sacrificio, la professionalità e la dedizione del personale che quotidianamente sostiene il sistema sanitario.

Incrementi insufficienti e arretrati che umiliano

Il punto cruciale della critica di UGL Salute riguarda gli aspetti economici. Gli incrementi previsti dal CCNL vengono giudicati “ampiamente insufficienti” se confrontati con l’inflazione e con il reale valore del lavoro nel settore sanitario.

“Gli arretrati medi non superano i 2.000 euro lordi per 46 mesi, con aumenti mensili di circa 40 euro lordi. Dopo anni di promesse e attese, è un risultato che umilia chi ha dato tutto nei reparti, nei servizi territoriali e nelle emergenze”, affermano con forza i rappresentanti dell’UGL Salute.

Incapacità negoziale e perdita di visione

Secondo Rasulo e Giordano, l’esito della trattativa rappresenta la “sconfitta dell’intero fronte sindacale”, evidenziando una presunta incapacità negoziale.

“Non si è riusciti a portare a casa un contratto realmente utile ai lavoratori – spiegano – e oggi ci troviamo di fronte a un documento che non valorizza né tutela chi opera quotidianamente a contatto con i cittadini. Si è perso di vista il cuore del problema: la dignità professionale ed economica del personale sanitario”, aggiungono.

L’UGL Salute esprime inoltre forte preoccupazione per l’introduzione di nuove figure professionali “ibride” e non chiaramente definite, che potrebbero generare confusione nei ruoli e nelle responsabilità. Il sindacato chiede, per questo motivo, una vera e propria riforma del comparto.

“Serve una riforma vera, che premi competenze e professionalità, non un sistema che continua a scaricare le proprie inefficienze su chi lavora. Infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e riabilitatori meritano chiarezza, rispetto e riconoscimento”, commentano Rasulo e Giordano.

Ripartire subito per il triennio 2025-2027

Nonostante la forte critica, l’UGL Salute riconosce la firma del CCNL come un passo necessario per sbloccare la situazione contrattuale. La speranza, e l’appello, è rivolta alla possibilità di avviare immediatamente la trattativa per il rinnovo relativo al triennio 2025-2027.

“L’unico spiraglio positivo è la possibilità di aprire immediatamente la trattativa per il triennio 2025-2027, con un confronto serio, coraggioso e trasparente”, concludono. Il sindacato ribadisce l’urgenza di restituire dignità economica e professionale al personale che garantisce il funzionamento quotidiano del Servizio Sanitario Nazionale, lanciando un chiaro monito alla politica e alle istituzioni affinché se ne ricordino.