L’inverno non è ancora entrato ufficialmente nel vivo, eppure la Calabria ha già fatto i conti con le prime, pesantissime ferite causate dal maltempo. Nonostante la stagione delle piogge sia appena agli inizi, il recente vortice di bassa pressione che ha sferzato la regione, concentrandosi in particolare sull’area Jonica, ha lasciato dietro di sé una scia di danni e disagi che mettono in luce le croniche fragilità infrastrutturali del territorio.
Nella giornata di ieri, violenti temporali hanno colpito soprattutto le province di Catanzaro e Crotone, provocando diffusi allagamenti e gravi interruzioni alla circolazione. Oggi, con il ritorno di condizioni meteo più clementi, si procede alla conta dei danni, ma l’amarezza resta profonda: al primo vero banco di prova stagionale, il sistema viario e di regimentazione delle acque è crollato.
La Statale 106 nel caos e la dura accusa ad Anas
I problemi si sono concentrati in modo critico sulle arterie viarie principali. Una denuncia fortissima arriva dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, che da anni si batte per la messa in sicurezza di quella che viene drammaticamente definita la “Strada della Morte”.
L’organizzazione sottolinea l’assoluta inaccettabilità di quanto accaduto: “Solo ieri abbiamo raccontato in conferenza stampa a Catanzaro che la Statale 106 versa in uno stato comatoso. Abbiamo raccontato che vi erano progetti finanziati per la regimentazione delle acque piovane al fine di mettere in sicurezza, soprattutto le aree abitate, attraversate dalla Statale 106″.
Il cuore della polemica risiede nelle risorse non spese: “Risorse che negli ultimi 5 anni non sono state utilizzate ed il risultato è sotto gli occhi di tutti purtroppo: alla prima pioggia… questo è quello che è successo”.
La condanna politica e gestionale è durissima: “In un Paese civile i dirigenti dell’Anas capaci di questo spettacolo indecoroso verrebbero rimossi. In Calabria no!”
L’organizzazione esprime solidarietà ai cittadini colpiti dai disagi e ringrazia le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco per il loro incessante impegno. Tuttavia, il messaggio resta chiaro: finché non ci sarà un cambio di passo nella gestione e nell’utilizzo dei fondi destinati alla prevenzione e alla sicurezza idraulica e stradale, la Calabria continuerà a pagare un prezzo altissimo ad ogni acquazzone. Un prezzo che, data la stagione appena cominciata, rischia di diventare insostenibile.



