È scontro aperto a Cosenza sulla nuova tassa per l’occupazione del suolo pubblico. I consiglieri comunali di minoranza denunciano un aumento definito “spropositato” che starebbe mettendo in seria crisi gli esercenti, paventando il rischio di una “desertificazione” del tessuto economico cittadino.
Secondo quanto riportato nel comunicato stampa diffuso dai gruppi di minoranza, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico sarebbe passata da 12 euro a 150 euro al metro quadro. L’onere economico aumenterebbe ulteriormente per chi desidera installare pedane o dehors, con la tariffa che schizzerebbe addirittura a 250 euro al metro quadro.
Un vero e proprio “salasso” che, a detta dei firmatari, costringe i titolari delle attività a valutare la chiusura o il trasferimento fuori dai confini comunali, rappresentando un “durissimo colpo per l’economia e l’attrattività della città”.
Immobilismo e proposte ignorate
La minoranza accusa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso di un “immobilismo totale” sulla questione. Nonostante siano trascorsi mesi e siano state presentate ripetutamente in consiglio comunale diverse “soluzioni e proposte per trovare una quadra”, la maggioranza non avrebbe mai preso in considerazione tali modifiche al regolamento.
“L’amministrazione Caruso preferisce ignorare il problema, voltare la testa dall’altra parte”, si legge nella nota.
Ritardi nei controlli e priorità
Il comunicato solleva dubbi anche sui tempi con cui sono stati avviati i controlli sulla regolarità delle occupazioni. Nonostante il sindaco Caruso avesse annunciato l’inizio delle verifiche già a luglio, queste sarebbero partite solo di recente, con un ritardo di quattro mesi.
Una tempistica che, secondo la minoranza, dimostrerebbe come le priorità dell’amministrazione non siano “i problemi reali della città, ma solo le mire personali e le competizioni elettorali”, facendo un chiaro riferimento alla campagna elettorale per le regionali.
Visione amministrativa contestata
I consiglieri definiscono la situazione come una “follia dal punto di vista amministrativo”. Viene sottolineato come gli esercenti e i titolari di attività commerciali siano “fondamentali per rendere una città più attrattiva, più viva, più dinamica”, agendo come veri e propri “ambasciatori del territorio”.
“Realizzare un bel locale, garantire un servizio di qualità, offrire buoni prodotti aiuta ad attrarre persone e capitali. Chi si trova bene in una città, ritorna e porta altre persone con sé”, si legge nel testo, a contrasto con l’attuale approccio.
Secondo le minoranze, invece, l’amministrazione Caruso “sembra avere un obiettivo completamente opposto: far chiudere gli esercenti, cacciarli via, sfrattarli senza alcuna valida ragione. Un atteggiamento incomprensibile e autolesionista che danneggia gravemente l’intera comunità”.
I consiglieri di minoranza, che hanno firmato il documento – Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro – annunciano che continueranno a battersi per gli esercenti e denunciare l’immobilismo di una maggioranza che “ha dimostrato di non avere né visione né competenze per governare questa città”.



