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Immobile Aterp occupato a Cosenza: Furgiuele (Lega): “Offende legalità e buonsenso”

L’immobile pubblico di Aterp (Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) situato in via Savoia a Cosenza è diventato il fulcro di una dura presa di posizione politica.

Il deputato calabrese della Lega, Domenico Furgiuele, ha annunciato la presentazione di un atto di sindacato ispettivo ai Ministeri competenti per sollecitare un intervento risolutivo su una situazione definita come “illegale, illegittima” e “intollerabile”.

Occupazione illegale e sottrazione di un bene pubblico

Lo stabile, di proprietà Aterp, risulta occupato da oltre dieci anni da 44 persone per le quali non risultano accertate fragilità. Furgiuele ha evidenziato come questa occupazione sottragga alla collettività un bene cruciale che potrebbe essere impiegato per far fronte alla grave emergenza abitativa e fornire alloggi ai cittadini che attendono rispettando le graduatorie.

Il costo del caos: fitti passivi e sgomberi inevasi

La gestione della vicenda è stata bollata come “assurda e intollerabile” dall’esponente del Carroccio. Nonostante l’immobile rimanga sotto occupazione abusiva, gli sgomberi programmati non sono mai stati eseguiti. Le conseguenze finanziarie ricadono direttamente sull’ente pubblico: oltre a vedere diminuite le sue disponibilità immobiliari, l’Aterp è costretta a pagare fitti passivi.

Richiesta di azione immediata: il precedente del Nord

Per dare forza alla sua richiesta di intervento, Furgiuele ha messo in parallelo la situazione cosentina con un recente sgombero avvenuto al Nord: “A Milano pochi mesi fa è stato sgomberato il Leoncavallo, ora è il momento di procedere con convinzione e senza indugio anche in Calabria, che non è seconda a nessuno”.

L’obiettivo dell’atto di sindacato ispettivo è quello di sbloccare una situazione che “si trascina da troppo tempo”, chiedendo ai Ministeri competenti di intervenire immediatamente. Il monito finale è categorico: “Non siamo ulteriormente disposti a tollerare una situazione che offende legalità e buonsenso”, ribadendo l’urgenza di ripristinare la legalità su un bene destinato all’edilizia residenziale pubblica.