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La Calabria di fronte ai dati Svimez, Tridico: “Urge una svolta politica e strategica”

Il recente Rapporto Svimez, i cui contenuti essenziali erano stati anticipati in sede di consiglio regionale, ha fornito una lettura inequivocabile sulla crisi strutturale che affligge la Calabria.

I dati divulgati dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno certificano che la regione si colloca come ultima tra le 240 regioni d’Europa per incidenza di povertà e rischio di esclusione sociale.

Secondo l’europarlamentare Pasquale Tridico, già candidato alla presidenza della Regione Calabria per il campo progressista, questi numeri non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche o a narrazioni autoassolutorie promosse dall’attuale amministrazione regionale.

La policrisi strutturale: numeri che non mentono

L’analisi dei rapporti di enti autorevoli come Svimez, Istat, Inps e Bankitalia descrive una Calabria in piena regressione. Il dato più drammatico riguarda il rischio di povertà e di esclusione sociale, che nel 2024 tocca quasi un calabrese su due, ovvero il 49% della popolazione, rappresentando l’incidenza più alta nell’Unione Europea.

  • Divario sociale: La Calabria detiene anche il primato di regione UE con il più elevato divario interno tra i più ricchi e i più poveri.

  • Reddito e produttività: Il reddito pro-capite e la produttività del lavoro sono i più bassi a livello nazionale.

  • Occupazione: Il tasso di occupazione totale si attesta intorno al 45% (contro il 62% in Italia), con quello femminile particolarmente basso al 36% (contro il 53% in Italia).

Un PIL in controtendenza e un’emorragia di giovani

Nonostante il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Mezzogiorno sia cresciuto complessivamente dell’8,5% tra il 2021 e il 2024, con una previsione di +1% nel 2024, la Calabria ha registrato una crescita dimezzata e un dato tra i più bassi del Sud Italia, con un preoccupante calo dello 0,4% nel 2024.

Un contributo positivo al PIL regionale è venuto principalmente da misure a scadenza come il Superbonus e dagli investimenti pubblici legati al PNRR, che hanno stimolato prevalentemente il settore delle costruzioni.

Il settore dell’agricoltura, storicamente cruciale, ha registrato dati negativi, con un calo del -3,4% nel periodo 2021-2024 e una diminuzione del -17% degli occupati.

A ciò si aggiunge il drammatico fenomeno dello spopolamento, con un decremento complessivo di 180.000 abitanti e una significativa emigrazione di giovani, in particolare laureati, verso il Centro-Nord e l’estero. Negli ultimi tre anni, ben 175.000 giovani meridionali si sono trasferiti, 7.000 in più rispetto al triennio pre-Covid.

La richiesta di una risposta politica competente

Di fronte a un quadro di involuzione così netto, l’europarlamentare Tridico sottolinea l’irresponsabilità nel negare questi dati e nel tentare di ingannare i cittadini calabresi. È necessaria una risposta politica chiara, competente e collettiva.

Il punto chiave non è l’assistenzialismo, ma la necessità di sviluppare servizi pubblici efficienti, moderni e universali come essenza della democrazia repubblicana. Per questo, si propone un ripensamento della governance e della strategia regionale:

  1. Riprogrammazione dei Fondi di Coesione: Rivedere la gestione dei fondi per un uso più strategico.

  2. Competenza nei dirigenti: Affidare la programmazione a dirigenti di comprovata competenza, selezionandoli al di fuori delle logiche clientelari.

  3. Progetti strategici: Abbandonare il sistema dei micro-finanziamenti clientelari in favore di progetti strategici di ampio respiro.

L’europarlamentare critica infine l’azione prioritaria del governatore e della sua maggioranza di aumentare il numero delle poltrone (due nuovi assessori e due sottosegretari), un’operazione che costerà ai calabresi 3,5 milioni di euro e che appare come una mera spartizione di potere, disconnessa dalle urgenze economiche e sociali della regione.