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Centri per l’impiego Calabria, la FP CGIL contesta il sogno tunisino di Occhiuto

Il recente annuncio del Presidente Occhiuto, in apertura di legislatura, sull’intenzione di aprire Centri per l’Impiego (CPI) in Tunisia per formare e reclutare manodopera da impiegare nei cantieri calabresi, si scontra con una realtà di profonda crisi interna ai servizi per l’impiego regionali.

La FP CGIL Calabria contesta fermamente tale visione, definita “lontana dalla realtà”, evidenziando come da anni rimangano insoddisfatte le richieste dei dipendenti dei CPI e dei cittadini disoccupati calabresi.

Il malcontento diffuso e la fuga del personale

L’iniziativa del Presidente Occhiuto viene percepita come una mossa per “stupire l’opinione pubblica” che ignora le criticità che affliggono i CPI calabresi. Il sindacato ha più volte acceso i riflettori sul malcontento diffuso tra il personale, che ruota in gran parte attorno al nodo della formazione e dell’organizzazione del lavoro.

Nonostante l’attuazione del Piano di Potenziamento e l’assunzione di nuove risorse, i dipendenti continuano a essere oberati da molteplici attività che si aggiungono periodicamente senza una chiara e definita organizzazione. Questo carico di lavoro non trova alcun riconoscimento professionale né economico, contribuendo al continuo mortificare delle aspettative di crescita del personale.

Una delle conseguenze più evidenti di questa situazione è la fuga del personale dai CPI verso altri settori dell’Ente o verso altre Amministrazioni con condizioni di lavoro ritenute più soddisfacenti, maggiori possibilità di crescita e retribuzioni più adeguate. La FP CGIL sottolinea un caso emblematico: la manifestazione per l’attribuzione delle Elevate Qualificazioni al Dipartimento Lavoro è rimasta in attesa di definizione per sei mesi.

Sedi inadeguate e scarsa attenzione ai bisogni

Oltre alle problematiche contrattuali e di organizzazione, i Centri per l’Impiego non risultano uffici pubblici appetibili a causa delle condizioni operative e strutturali. Le sedi sono spesso inadeguate, non sicure e sprovviste del servizio di vigilanza, richiesto più volte dalla FP CGIL.

Questa situazione espone a rischi giornalieri i dipendenti e non offre un ambiente confortevole neppure all’utenza. In tali contesti precari, l’utenza disagiata non vede garantita nemmeno la necessaria privacy nell’erogazione dei servizi.

Inoltre, il sindacato denuncia una mancanza di meritocrazia e trasparenza all’interno dei CPI, dove un “modus operandi reiterato” e una dirigenza che non affronta le problematiche hanno creato un clima di disagio e una “guerra tra poveri” tra i lavoratori.

Formazione inefficace e spreco di risorse

Il quadro desolante dei CPI si completa con la questione della formazione. Nonostante le ingenti risorse finanziarie destinate ai Centri per l’Impiego negli ultimi anni, non si è registrato nulla di significativo in termini di risultati concreti.

La formazione erogata è spesso inefficace e “perenne” in quanto non corrisponde alle reali esigenze occupazionali, fornendo pochi sbocchi concreti per i cittadini disoccupati. Questo si traduce in uno sperpero di denaro pubblico che, secondo la FP CGIL, serve solo ad “accrescere il benessere degli Enti di formazione ma non dei cittadini”.

Richiesta di un tavolo costruttivo e cambio di passo

La FP CGIL Calabria ritiene che, prima di pensare di esportare “prassi barcollanti in altri Paesi” con ulteriore dispendio di risorse, si debba analizzare e colmare le tante lacune del sistema locale. L’obiettivo è rendere il settore dei CPI funzionale e appetibile, valorizzando le professionalità di lungo corso e i nuovi assunti, data la sua rilevanza strategica in una regione con un alto tasso di disoccupazione.

Il sindacato reitera la richiesta di apertura di un tavolo costruttivo per attuare azioni finalizzate al benessere dei dipendenti e al buon funzionamento di un servizio pubblico essenziale. L’auspicio è che l’avvio della nuova legislatura segni un cambio di passo in cui l’apertura al dialogo si concretizzi in un confronto operativo utile, con l’impiego di risorse mirate a una formazione realmente efficace per i cittadini calabresi.