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Ospedale di Pizzo a rischio blocco: senza medico da gennaio stop alla Medicina

Il futuro dell’ospedale di Pizzo è appeso a un filo, con il reparto di Medicina che rischia la sospensione delle attività a partire da gennaio 2026.

A lanciare il grave allarme è il consigliere comunale di opposizione Pasquale De Pasquale, il quale denuncia una profonda e ormai cronica carenza organizzativa che potrebbe privare il territorio di un servizio sanitario essenziale.

Il cuore del problema risiede nel prossimo pensionamento dell’unico medico responsabile del reparto, un evento la cui scadenza era nota da tempo, ma per il quale, a quanto pare, non sarebbe stata avviata alcuna procedura per la continuità assistenziale o la sostituzione del personale in uscita.

Carenze strutturali e assenza di interventi

La denuncia del consigliere De Pasquale si concentra sulla completa assenza di interventi da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) e dei commissari che si sono succeduti negli anni. Una situazione che aggrava le difficoltà di un presidio ospedaliero che già oggi soffre per molteplici carenze.

  • Manca personale specialistico e infermieristico.

  • Si registra una grave deficienza nel parco ambulanze.

Queste criticità strutturali hanno già innescato un massiccio spostamento dei pazienti verso le strutture ospedaliere di Vibo Valentia e del “Moderata Durant”, sovraccaricando gli altri presidi sanitari della regione.

La minaccia del declassamento a poliambulatorio

Il timore espresso con forza dal consigliere di opposizione è che l’inerzia e l’assenza di programmazione conducano al declassamento del presidio di Pizzo, riducendolo a un semplice poliambulatorio. Tale scenario lascerebbe un vasto bacino d’utenza in Calabria privo di un ospedale completo, con conseguenze drammatiche per l’assistenza in emergenza e la gestione delle patologie che necessitano di ricovero.

De Pasquale ha quindi avanzato una richiesta urgente di intervento immediato, indirizzata ai vertici dell’Asp e alla Regione Calabria. L’obiettivo è duplice: scongiurare il blocco operativo del reparto di Medicina e avviare con celerità le procedure per il rafforzamento dell’organico prima che la situazione diventi irreversibile.