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Albo grafologi: l’appello di Carmensita Furlano per riconoscere una professione ad alta responsabilità

Per troppo tempo, la Grafologia è stata ingiustamente relegata a una mera “tecnica calligrafica” o a un’attività divinatoria, ignorando il suo profondo valore come disciplina scientifica umana e sperimentale.

Nonostante abbia radici in Italia sin dal 1600 e sia ampiamente applicata a livello internazionale, nel nostro Paese il suo impiego rimane limitato prevalentemente all’ambito giudiziario e peritale.

Questa percezione distorta ha ostacolato il pieno riconoscimento della Grafologia, una disciplina che, attraverso l’analisi del gesto scrittorio, fornisce una finestra unica sulla neurofisiologia, la personalità e l’equilibrio psicofisico dell’individuo. La scrittura a mano, in particolare il corsivo, è associata all’encefalografia, in quanto registra i parametri neurologici che guidano il tracciato, sviluppando aree cerebrali cruciali per il pensiero critico, la memoria e l’adattabilità.

Il grido di allarme di Carmensita Furlano: “Una scienza non amata”

Per approfondire la vera portata e le applicazioni attuali di questa scienza, abbiamo intervistato la D.ssa Carmensita Furlano, Grafologo Professionista Giudiziario ed Ecclesiastico, specializzata in diverse branche della disciplina e componente del Direttivo CeSIOG. La D.ssa Furlano è promotrice attiva del disegno di legge (ddl 554) per il riconoscimento dell’Albo Nazionale dei Grafologi.

La D.ssa Furlano apre l’intervista con una riflessione amara:

“Una Scienza non amata davvero anche da coloro che si definiscono grafologi, una Scienza che dimostra di esserlo per lo studio che pone in essere, sfruttata da varie professioni che cercano di conoscerne la metodologia, una disciplina offesa, ironizzata ed ancora oggi da troppi considerata ancora solo una tecnica da utilizzare solo per le perizie ‘Calligrafiche…’ termine obsoleto ed errato da sempre…”.

La funzione e l’applicazione della Grafologia

1. Scienza e metodologia

La D.ssa Furlano ribadisce che la Grafologia è Scienza Umana e Sperimentale, non una semplice tecnica. È dotata di una metodologia scientifica basata su un iter logico ben definito e su Principi Grafonomici e Neurofisiologici.

Qual è la sua funzione?

La grafologia dimostra essere uno strumento efficacissimo per lo studio della persona, e soprattutto nel tracciare il percorso atto a raggiungere il benessere e l’equilibrio psicofisico, nei vari campi in cui opera: dall’orientamento professionale alla gestione delle risorse umane, dal settore giudiziario a quello di rieducazione della motricità grafica, fino al supporto nel settore clinico.

Il gesto scrittorio è l’unico oggetto di studio della disciplina, tanto da aver influenzato figure storiche come Cesare Lombroso (Padre della Criminologia) e Ottolenghi (Padre della Polizia Scientifica), che utilizzò regole grafologiche per creare il “ritratto parlato” tuttora in uso.

2. L’urgenza dell’albo nazionale

L’istituzione dell’Albo è una necessità inderogabile per la D.ssa Furlano, in quanto l’attività grafologica incide in modo diretto e significativo sulla vita delle persone.

Perché si richiede fortemente l’Istituzione dell’Albo Nazionale dei Grafologi?

L’attuale assenza di un ordinamento unitario e regolamentato favorisce disomogeneità nella formazione, incertezze applicative in ambito giudiziario e il rischio concreto di affidare incarichi delicati a soggetti privi di specifiche competenze.

3. Applicazioni cruciali: Giustizia, scuola e sanità

Grafologia e giustizia

La Riforma Cartabia ha riconosciuto formalmente la figura del Grafologo Forense e del Grafologo Giudiziario per l’Età Evolutiva. Tuttavia, permane una criticità nella formazione incompleta e nell’esercizio della professione, con professionisti non qualificati che spesso vengono convocati in Tribunale.

“Essere grafologo dell’età evolutiva non significa essere un grafologo giudiziario dell’età evolutiva… lo scopo delle due professioni è completamente diverso.”

Grafologia e scuola

La Grafologia è uno strumento utile per studenti, docenti e famiglie. Rileva la personalità, le soft-skill (pianificazione, organizzazione, capacità relazionali) e l’empatia dello studente, offrendo un quadro superiore a quello di un test proiettivo.

Grafologia e scuola?

Il Grafologo dovrebbe essere presente come figura stabile in tutte le scuole di ogni ordine e grado in doppia veste di Grafologo puro e di Educatore del gesto grafico come aiuto nelle difficoltà nei rapporti tra ragazzi, derivanti dalla diversità culturale e/o dalle diverse metodiche educative o sociali.

Grafologia e sanità

La D.ssa Furlano ha condotto un’importante ricerca sugli “Indici Grafologici dell’Invecchiamento Cerebrale”, presentata a congressi internazionali e pubblicata su riviste scientifiche come The Journal Alzheimer’s & Dementia.

Grafologia e sanità?

L’analisi grafologica, e con essa la specialistica della Grafopatologia, permette la conoscenza personale del soggetto e delle sue condizioni psicofisiche. Assume un rilievo eccezionale per capire in profondità la dinamica mente/corpo sia della persona invecchiata con successo sia della persona affetta da demenza.

La Grafologia è un elemento fondamentale per il benessere fisico, mentale e sociale dell’individuo, come definito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 1948.

Una definizione semplice della Grafologia?

L’analisi grafologica non è un’attività accessoria o ancillare, od uno spassoso passatempo: è, in molti casi, decisiva per la ricostruzione della verità giudiziaria o per il supporto alla crescita evolutiva e affettiva del minore, nell’affiancamento di supporto nel settore clinico per gli adulti. Ecco perchè è tempo che venga riconosciuta la sua piena dignità scientifica e professionale.