Proseguono senza sosta i controlli della Polizia Stradale sull’autostrada A2 del Mediterraneo. L’azione capillare degli agenti della Sezione di Lamezia Terme, intensificata nell’ultimo weekend, ha portato a tre interventi distinti e di grande rilievo, culminati con l’arresto di un corriere e il sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
Corriere della droga bloccato dopo un sinistro
L’intervento più significativo è avvenuto domenica scorsa. Un cittadino straniero di 58 anni, dopo aver percorso mezza Europa a bordo di un autocarro non immatricolato in Italia, è rimasto coinvolto in un sinistro stradale.
Nel corso dei successivi controlli da parte della Polizia Stradale, gli agenti hanno rinvenuto, occultati nel vano di carico, ben 93 kg di sostanza stupefacente del tipo hashish. Il corriere è stato immediatamente tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Catanzaro, in località Siano.
Altri interventi: sorveglianza e patenti false
L’impegno della Polizia Stradale non si è limitato al maxi sequestro. Nella mattinata di sabato, gli agenti hanno tratto in arresto un cittadino italiano di 51 anni, sorpreso in violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. All’esito dell’udienza per direttissima, l’Autorità Giudiziaria ha disposto per lui gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Inoltre, il giorno seguente, durante i controlli, è stato fermato un cittadino straniero di 30 anni che ha esibito una patente di guida apparentemente rilasciata dalle autorità georgiane, risultata poi falsa. Per l’uomo è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria per uso di atto falso, oltre alla sanzione amministrativa di € 5.000 e al fermo del veicolo per guida senza patente.
L’intensificazione dei controlli sull’A2 del Mediterraneo conferma l’alta vigilanza delle Forze dell’Ordine nel contrasto al crimine organizzato e ai reati connessi alla circolazione stradale.
Si comunica nel rispetto dei diritti degli indagati, da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento e fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.



