L’avvicinarsi delle festività natalizie porta con sé una tradizione amara e incresciosa per i numerosi giovani costretti a lasciare l’Alto Jonio e il Sud per motivi di studio o lavoro.
Nonostante il desiderio di tornare a casa per celebrare il Natale con la famiglia, come il ritorno simbolico di pastori, angeli e perfino dei Re Magi (se permesso dalla situazione geopolitica), per molti il viaggio di ritorno si sta trasformando in un’impresa economica insostenibile.
Un purgatorio di costi per chi torna a casa
L’aumento vertiginoso delle tariffe di viaggio in prossimità dei giorni festivi è ormai una consuetudine che si ripete puntualmente, tanto quanto la presenza del panettone o della giurgiulea (dolce tradizionale). Aerei, treni e corse degli autobus stravolgono i loro listini prezzi, obbligando i giovani a sostenere un sacrificio economico che talvolta supera il triplo della spesa abituale.
Questa pratica è definita come una vergogna assoluta e scandalosa, l’ennesimo affronto alle nuove generazioni. Questi giovani, già penalizzati dalla necessità di cercare opportunità in altre regioni, vengono puniti una seconda volta in occasione di ogni festività. Il problema non riguarda solo il periodo natalizio, ma si riflette anche sulle scadenze elettorali: l’elevato costo del viaggio incide pesantemente sulla possibilità per molti di onorare il proprio dovere civico e recarsi alle urne in Calabria.
Richiesta di rispetto e fine dello scandalo
Il movimento Rifondazione Alto Jonio chiede attenzione e rispetto per i giovani emigrati. Non è accettabile che aerei e treni modifichino scientificamente i loro listini per fare business a scapito di chi lavora o studia lontano da casa.
La situazione è aggravata dalla mortificazione delle periferie calabresi a causa della rete dei trasporti pubblici e dalle politiche affaristiche delle Aziende private su gomma. Queste aziende, pur intascando fondi pubblici, non offrono alcun sollievo ai pendolari, anche a causa dei tagli alla linea ferroviaria che le favoriscono. Si chiede che questa vergogna abbia fine, soprattutto per salvaguardare i sacrifici dei giovani del comprensorio.
Un esodo biblico e l’omertà della politica
Secondo i dati del CNEL, tra il 2011 e il 2024 la Calabria ha assistito all’esodo di 81.000 giovani. Questo “esodo biblico drammatico” non sembra interessare agli “affaristi criminali di Roma e a quelli nostrani”, né tantomeno a una parte della politica locale.
Si denuncia che troppe omertà e complicità alimentano quello che viene descritto come una vera e propria rapina in piena regola di fine anno, a danno del futuro della regione, senza che nessuno intervenga per porvi un argine serio.
Si esprime profonda indignazione, definendo i responsabili di questo ennesimo crimine a danno del futuro come persone che dovrebbero vergognarsi e chiedere perdono.



