Il tema della gestione delle politiche sociali torna al centro del dibattito pubblico calabrese. La questione riguarda l’Ambito sociale di Catanzaro e il destino di oltre 400 mila euro di fondi pubblici destinati al sostegno di persone con disabilità grave prive di supporto familiare.
Si tratta di somme che, secondo la denuncia, non si sarebbero tradotte in interventi concreti per i beneficiari.
L’evidenza della determina 3799/2025
A tracciare il quadro della situazione è Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons, il quale sottolinea come i numeri descrivano una realtà differente rispetto alle narrazioni istituzionali. Il fulcro della questione risiede nella determina numero 3799/2025, un atto che certificherebbe come i fondi non siano stati né impegnati né utilizzati, restando di fatto congelati nonostante la loro specifica destinazione. Di fronte a tale evidenza documentale, l’assenza di servizi o progetti di vita per i cittadini interessati diventa un dato di fatto che smentisce ogni rassicurazione sulla regolarità delle prestazioni.
Sette mesi di attesa per settanta richieste
L’analisi evidenzia criticità profonde anche nelle tempistiche e nelle procedure amministrative. Nonostante un parere favorevole espresso il 29 aprile 2025 e la presentazione di settanta richieste da parte dei cittadini, sono trascorsi sette mesi senza che sia stata effettuata alcuna liquidazione. Questa paralisi non viene interpretata come un semplice intoppo burocratico o un problema tecnico, ma come il segno di una distanza marcata tra le istituzioni e le necessità reali della popolazione più fragile.
La responsabilità delle scelte politiche
La riflessione del Codacons si sposta infine sul piano della responsabilità. La mancata trasformazione delle risorse in diritti attivi viene descritta come una scelta politica precisa piuttosto che come una svista procedurale. Il mancato impiego di queste somme incide direttamente sulla possibilità di garantire dignità e autonomia a chi ne ha diritto. In questa prospettiva, la difesa dell’operato amministrativo rappresenterebbe una presa di posizione contraria agli interessi degli ultimi, confermando una frattura tra le decisioni formali e il tessuto sociale.



