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Natale 2025 tra rincari e inflazione: quanto costerà il cenone e quali regali pesano di più sul budget

Il Natale 2025 si delinea come un periodo di forti contrasti economici per le famiglie italiane.

Se da un lato si registra un aumento nominale della spesa complessiva, dall’altro l’inflazione continua a pesare sul potere d’acquisto reale, influenzando le scelte e la gestione del budget familiare.

La gestione delle tredicesime e il budget per i doni

Secondo la ricerca condotta da Confcommercio in collaborazione con Format Research, la spesa media per i regali si attesta sui 211 euro. La stragrande maggioranza dei consumatori, circa 9 su 10, manterrà l’esborso entro la soglia dei 300 euro.

L’utilizzo delle tredicesime riflette la necessità di far fronte alle spese correnti:

  • Il 22,8% delle risorse è destinato alle spese per la casa e la famiglia.

  • Il 22,1% viene accantonato come risparmio.

  • Il 20,2% è assorbito dal pagamento di tasse e bollette.

  • Solo il 18% circa viene impiegato direttamente per l’acquisto dei regali.

Il primato dell’enogastronomia

Il settore alimentare si conferma il protagonista assoluto delle festività. Coldiretti stima una spesa complessiva di 9,6 miliardi di euro per i doni, con i prodotti enogastronomici, i vini e i liquori in cima alle preferenze. Questo successo è trainato anche dal prestigio della cucina italiana come patrimonio Unesco. In particolare, i cesti natalizi sono scelti da una famiglia su tre, con una spesa media di 48 euro e una crescente attenzione verso la personalizzazione e il “fai da te”.

Seguono nelle preferenze i prodotti per la cura della persona (15,2%) e il settore dell’abbigliamento e calzature (13,2%).

Cenoni record e l’impatto dei prezzi

Per quanto riguarda i festeggiamenti a tavola, Confcooperative prevede una spesa record di 3,5 miliardi di euro per i cenoni, con un incremento di 500 milioni rispetto allo scorso anno. Tuttavia, questo aumento è dovuto principalmente al rialzo generalizzato dei listini piuttosto che a un reale aumento dei volumi acquistati.

L’analisi del Codacons evidenzia rincari significativi su prodotti simbolo:

  • Cacao e cioccolato: +20,7%

  • Caffè: +18,4%

  • Carni bovine: +8,4%

  • Formaggi stagionati: +7,4%

In controtendenza si segnalano invece l’olio d’oliva (-17,8%) e lo spumante (-3%), rendendo il brindisi leggermente più accessibile rispetto al passato.

Le criticità: inflazione e nuove povertà

Nonostante il record di occupati nel 2025 e l’aumento delle tredicesime (salite a 52,5 miliardi di euro), la capacità di spesa reale appare indebolita. Il Centro Studi Confcooperative sottolinea come l’inflazione stia erodendo il reddito del ceto medio, mentre il numero di persone in condizioni di povertà assoluta o relativa ha raggiunto i 10 milioni.

Un dato di forte polarizzazione riguarda le vacanze: mentre una parte della popolazione fatica a gestire i rincari alimentari, un italiano su tre (circa 19 milioni di persone) ha programmato un viaggio durante le feste.

I rincari nel settore lusso e tecnologia

L’Unione Nazionale Consumatori segnala aumenti vertiginosi in settori specifici. I gioielli costano il 26,2% in più rispetto allo scorso anno, mentre nel comparto digitale si registra un balzo per il download degli e-book (+10,9%). Anche i servizi, come i soggiorni in albergo e la partecipazione a manifestazioni sportive, presentano listini sensibilmente più alti, influenzando le scelte di chi decide di trascorrere le festività fuori casa.