L’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone chiude l’anno con un traguardo significativo per la sanità del territorio: la piena riattivazione del servizio di confezionamento delle fistole arterovenose presso l’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi.
Dopo quasi due anni di interruzione, la struttura torna a garantire un intervento chirurgico essenziale per i pazienti in emodialisi, affiancato da un ambulatorio dedicato al monitoraggio dell’accesso vascolare.
La ripartenza del servizio, affidata ai medici Alessandro Colombo e Antonietta Errante, si inserisce nella riorganizzazione della rete nefrologica regionale. L’obiettivo è duplice: ottimizzare le cure e contrastare la migrazione sanitaria, permettendo ai pazienti locali di ricevere assistenza specialistica senza dover abbandonare la provincia.
Un anno di ricostruzione e risultati clinici
Il ripristino delle attività chirurgiche rappresenta l’apice di un percorso di consolidamento iniziato nel corso del 2025. L’Unità Operativa, guidata dal direttore Giuseppe Coppolino, ha superato una fase critica di carenza di personale grazie a una strategia che ha visto l’integrazione di medici cubani, l’ingresso di giovani specialisti e il supporto della Direzione Strategica.
I dati emersi delineano un reparto in forte crescita:
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Dialisi peritoneale al 40%: un valore di eccellenza che supera di quasi quattro volte la media nazionale (10-12%), grazie all’attività delle dottoresse Rosalia Boito e Sara Pugliese.
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Potenziamento territoriale: l’inaugurazione del Centro Dialisi ristrutturato di Mesoraca ha rafforzato la presenza del servizio pubblico.
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Efficienza ambulatoriale: l’incremento delle visite e dei controlli ha generato una contrazione delle liste d’attesa, migliorando i tempi di risposta per l’utenza.
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Progetto Dialisi Vacanza: l’iniziativa ha permesso a pazienti non residenti di soggiornare nel crotonese durante i periodi festivi e feriali, assicurando la continuità del trattamento.
Gestione del paziente e liste trapianto
Un ruolo centrale è svolto dall’ambulatorio MAREA (Malattia Renale Avanzata), che monitora i pazienti in fase pre-dialitica per ritardare l’avvio della terapia sostitutiva. Grazie a questo approccio, il tasso di occupazione delle postazioni tecniche a Crotone e Mesoraca rimane al di sotto della saturazione, garantendo una gestione sostenibile delle risorse.
Inoltre, il 2025 ha visto il completamento della riorganizzazione delle procedure per l’inserimento in lista trapianto e il relativo follow-up post-operatorio. L’attività, coordinata dai dottori Arcangelo Sellaro e Davide Mauro, assicura un presidio costante per i pazienti che hanno già affrontato o sono in attesa di trapianto.
Una sanità che torna attrattiva
Il Commissario straordinario dell’ASP di Crotone, Monica Calamai, ha evidenziato come il ritorno di professionalità che in passato avevano scelto di operare altrove sia la prova tangibile di una rinnovata attrattività del presidio ospedaliero. Il consolidamento della Nefrologia restituisce alla cittadinanza un servizio pubblico qualificato, capace di farsi carico globalmente delle necessità cliniche della persona.



