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Nuova protesta allo Jazzolino: i comitati chiedono il potenziamento della sanità vibonese

Lo spiazzo antistante l’ospedale G. Jazzolino di Vibo Valentia è tornato a essere il fulcro della mobilitazione per il diritto alla salute in Calabria.

Il sit-in organizzato dai comitati Costa degli Dei, San Bruno e dall’Osservatorio Civico Città Attiva ha dato voce a un dissenso profondo contro le politiche gestionali che interessano il territorio.

Al centro delle contestazioni si pone la gestione delle risorse e dei servizi, descritta dai partecipanti come un sistema che incide direttamente sulla possibilità di accesso alle cure dei cittadini.

Le istanze del territorio e la critica al piano di rientro

Da circa tre anni le manifestazioni mensili portano all’attenzione delle istituzioni una serie di richieste strutturali. I comitati invocano il reintegro delle risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) e contestano duramente il Piano di rientro, ritenuto responsabile di squilibri che penalizzano la regione. La richiesta principale riguarda uno stanziamento pro-capite equo e interventi mirati per contrastare il depauperamento dello Jazzolino e il ridimensionamento dei presidi ospedalieri di Tropea e Serra San Bruno.

Risorse e criticità nella medicina di prossimità

Nonostante il recente stanziamento di 7,6 milioni di euro derivanti dai fondi Covid residui, la posizione dei manifestanti resta critica. Le somme sono considerate insufficienti a fronte di una spesa annuale di circa 40 milioni di euro per la migrazione sanitaria fuori provincia. La preoccupazione riguarda anche la medicina territoriale: aree come Vibo Marina, Mesima, Poro e le Serre necessitano di Case di Comunità operative e Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) realmente funzionanti per garantire la prossimità delle cure.

Iniziative legali ed esposti alla Corte dei Conti

La mobilitazione ha segnato un passaggio verso azioni legali dirette. È stato annunciato il deposito di denunce presso il Comando provinciale dei carabinieri per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, con particolare riferimento alla sospensione delle attività operatorie di urologia e proctologia a Tropea. Tali esposti saranno inoltrati anche alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità in merito alla violazione del diritto alla salute e alla mancata erogazione delle prestazioni obbligatorie.

La partecipazione della rappresentanza provinciale del Sindacato Medici Italiani sottolinea la gravità delle disfunzioni segnalate, confermando una volontà collettiva di proseguire nella difesa della sanità pubblica come diritto inalienabile della comunità vibonese.