In un panorama nazionale dove il commercio elettronico continua a guadagnare terreno, la Calabria emerge come la regione con il legame più forte verso la vendita tradizionale.
Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio studi della CGIA (basate su dati Istat ed Eurostat 2024-2025), solo il 27,6% dei calabresi ha effettuato acquisti online nell’ultimo anno.
Si tratta della percentuale più bassa in Italia, ben lontana dal 49,2% della Provincia Autonoma di Trento e significativamente al di sotto della media nazionale, che vede oltre un italiano su due (53,6%) rivolgersi al web per beni o servizi.
Il primato del negozio fisico in Calabria
Mentre a livello nazionale l’e-commerce ha raggiunto un valore di 58,8 miliardi di euro, il 90% delle vendite al dettaglio continua a passare per le attività fisiche. In Calabria, questo dato è ancora più marcato: i circa 507.000 consumatori digitali rappresentano una minoranza rispetto alla massa critica che popola ancora i negozi di vicinato.
Questa resistenza del commercio tradizionale non è necessariamente un segno di arretratezza, ma riflette un tessuto sociale dove il negozio di prossimità rimane centrale per l’occupazione e la qualità della vita urbana. Tuttavia, i dati indicano che dove le politiche di sostegno sono carenti, il rischio di desertificazione commerciale aumenta.
Tendenze di consumo e settori chiave
Nonostante la bassa penetrazione generale, le abitudini di chi acquista online in Calabria e in Italia seguono trend precisi. Il settore dell’abbigliamento si conferma il motore trainante della digitalizzazione.
| Settore Merceologico | Quota Penetrazione Online (Italia) |
| Abbigliamento, scarpe e accessori | 23,2% |
| Articoli per la casa e giardinaggio | 13,7% |
| Film e serie in streaming | 13,4% |
| Servizi di trasporto | 11,4% |
| Prodotti cosmetici | 9,5% |
Prospettive per il 2025
I primi dieci mesi del 2025 mostrano una crescita speculare: sia l’e-commerce che la grande distribuzione hanno registrato un incremento del 2,1%. Per i piccoli negozi calabresi, la sfida rimane quella di integrare il servizio fisico con una presenza digitale minima, sfruttando la fiducia del consumatore locale che, per ora, preferisce ancora il contatto umano e la vetrina sotto casa.
Le esperienze internazionali suggeriscono che il negozio di vicinato resiste meglio laddove esistono politiche urbane forti. In Calabria, il futuro del commercio passerà dalla capacità di preservare questa identità, pur accogliendo una digitalizzazione che, seppur lentamente, sta ridefinendo i confini del mercato.



