In barba al buonsenso e persino all’educazione più elementare, c’è chi ha deciso di non cambiare la merce acquistata il 24 dicembre e presentata oggi, 3 gennaio, per un normalissimo cambio. È accaduto in un negozio di abbigliamento su corso Mazzini, il principale asse commerciale di Cosenza, dove evidentemente qualcuno ritiene che il cliente sia un fastidio e non una risorsa.
Lo schiaffo al buonsenso: il rifiuto giustificato dall’inventario …
Un comportamento che lascia sconcertati. Il periodo successivo alle festività natalizie è notoriamente dedicato ai cambi: taglie errate, regali non graditi, acquisti fatti in fretta sotto le feste. Una consuetudine che non necessita di spiegazioni e che, nella stragrande maggioranza dei casi, viene gestita con correttezza. Qui, invece, il rifiuto è arrivato secco, privo di logica e accompagnato da un atteggiamento che nulla ha a che vedere con la professionalità.
Commercio senza regole: la mancanza di trasparenza
Ancora più grave è la sensazione che a mancare non sia solo la conoscenza delle regole, ma anche la volontà di rispettarle. Il cambio, certamente, non è un diritto, ma una politica del venditore (spesso 15-30 giorni con scontrino e merce integra). Quando questo non avviene, il cliente ha tutto il diritto di sentirsi preso in giro da chi dovrebbe invece accoglierlo.
L’e-commerce vince per mancanza di umiliazioni
E a questo punto nasce spontanea una riflessione, amara ma inevitabile: molte volte è meglio acquistare online. Sì, perché sulle piattaforme digitali le regole sono chiare, scritte, rispettate. I resi si fanno, funzionano e non diventano una questione di umore o di arbitrio del commerciante di turno. Nessuna discussione, nessuna umiliazione al bancone, nessun rimpallo di responsabilità.
Negozianti che affossano la città: inutile piangere per la crisi
Poi ci si lamenta se il commercio di prossimità soffre, se i negozi chiudono, se i centri cittadini si svuotano. Ma il rispetto del cliente non è un optional, né una concessione: è la base minima per restare sul mercato. Quando questa base viene meno, non c’è da stupirsi se sempre più persone preferiscono cliccare “acquista ora” piuttosto che varcare la soglia di certe vetrine.
Cosenza merita professionisti, non dilettanti del bancone
Corso Mazzini, e Cosenza tutta, meritano ben altro. Meritano commercianti che conoscano le buone maniere, pratichino il buonsenso e mostrino almeno un briciolo di educazione. Perché ogni cambio rifiutato senza motivo — persino di fronte alla certezza di un acquisto di valore superiore — è un cliente perso. E, alla lunga, è un danno d’immagine ed economico per l’intera città.



