HomePoliticaSalute e ambiente, Laghi: "Sull’installazione degli...

Salute e ambiente, Laghi: “Sull’installazione degli impianti radioelettrici serve trasparenza”

Il dibattito sulla tutela del territorio e della salute pubblica si accende in Consiglio regionale. Ferdinando Laghi, Consigliere regionale e Segretario Questore, ha presentato ufficialmente una mozione per impegnare la Giunta a impugnare davanti alla Corte costituzionale l’articolo 27 della legge nazionale n. 182 del 2025.

Al centro della contestazione vi è la recente modifica normativa che snellisce le procedure per l’installazione degli impianti radioelettrici, eliminando di fatto le conseguenze per la mancata informazione ai cittadini.

La nuova disposizione stabilisce che l’omessa pubblicazione delle richieste di autorizzazione non comporti più l’annullamento del titolo autorizzativo. Questo significa che, anche in assenza di una comunicazione pubblica trasparente, l’autorizzazione per nuovi impianti rimane valida a tutti gli effetti di legge. Si tratta di un passaggio che, secondo molti osservatori, indebolisce il legame tra istituzioni e territorio, riducendo gli spazi di confronto preventivo.

«È una scelta grave – dichiara Ferdinando Laghi – perché svuota di significato l’obbligo di informare la popolazione e limita il diritto dei cittadini a partecipare a decisioni che incidono direttamente sulla loro salute e sul territorio». Il consigliere sottolinea come la pubblicizzazione non sia un mero adempimento burocratico, ma uno strumento essenziale di democrazia e trasparenza, volto a coinvolgere attivamente le comunità locali e a proteggere i soggetti più fragili.

La posizione espressa nella mozione richiama orientamenti consolidati della stessa Corte costituzionale e i principi di precauzione suggeriti dal Consiglio d’Europa. La preoccupazione principale riguarda l’esposizione ai campi elettromagnetici e l’impatto paesaggistico, temi sui quali la partecipazione dei cittadini è considerata un pilastro fondamentale della gestione amministrativa.

«Togliere efficacia alla pubblicazione – prosegue il consigliere regionale – significa ridurre le garanzie su temi delicatissimi come l’esposizione ai campi elettromagnetici, l’impatto ambientale e la tutela del paesaggio». Le critiche sollevate da Laghi trovano eco nelle proteste di numerose associazioni e portatori di interesse, i quali vedono nella legge 182/2025 un passo indietro rispetto ai diritti di informazione e alla tutela ambientale.

L’iniziativa punta a ristabilire un equilibrio tra lo sviluppo tecnologico e il diritto della popolazione a conoscere ciò che accade nel proprio ambiente circostante. La richiesta di intervento presso la Consulta mira a verificare se tale norma contrasti effettivamente con i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, a partire dalla tutela della salute e dalla trasparenza amministrativa.

«Chiedo alla Giunta regionale – conclude Laghi – di agire subito per impugnare questa legge. È nostro dovere difendere i diritti dei cittadini, garantire trasparenza e assicurare che decisioni così importanti non vengano prese senza un reale coinvolgimento delle comunità».