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Identità e memoria: Saracena continua il recupero dei tesori di Santa Maria Ara Coeli

Custodire l’identità locale e costruire una destinazione esperienziale unica attraverso la cura dei beni culturali.

Con questa visione l’Amministrazione comunale di Saracena ha rinnovato, anche per l’anno 2026, l’impegno per il restauro dei dipinti murali della chiesetta di Santa Maria Ara Coeli. Questo luogo sacro ha custodito per secoli, sotto strati di intonaco, un prezioso tesoro fatto di immagini e simboli che rappresentano la memoria collettiva della comunità.

Il sindaco Renzo Russo ha annunciato lo stanziamento di nuovi fondi per sostenere le attività di restauro affidate all’Associazione Sextio, che opera da anni con metodo scientifico su questo delicato intervento. Non si tratta di un’iniziativa isolata, ma di un percorso coerente avviato già nel 2023 e nel 2024. Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di questa continuità operativa per la tutela del patrimonio storico-artistico del territorio.

Sulle pareti della piccola chiesa sono riemersi frammenti di affreschi databili tra il XIV e il XV secolo, tra cui spiccano tre Madonne in trono con Bambino, una Pietà, una Imago Pietatis e la figura di San Leonardo. Queste opere erano state celate nel tempo da una scialbatura a calce. Il merito di aver intuito per primo il valore di quanto nascosto va a Don Leone Boniface, la cui sensibilità ha dato il via a un processo di studio e restituzione alla comunità.

Fondamentale per la valorizzazione del sito è stata la ricerca scientifica, culminata nel volume curato da Elena Di Fede e Francesco Cuteri. Il testo, finanziato dal Comune, ha permesso di trasformare la semplice conoscenza accademica in una vera responsabilità pubblica. Il progetto vede oggi una collaborazione attiva tra l’Associazione Sextio, la Pro Loco Sarucha e l’associazione Il Sorriso, creando una rete che unisce competenze tecniche e radicamento territoriale.

Secondo il sindaco Russo, questo sforzo collettivo si inserisce in un disegno più ampio per la promozione turistica del borgo. “È una rete che dimostra come la tutela dei beni culturali non sia un fatto isolato, ma un processo collettivo che si incastra perfettamente nel più ampio mosaico del lavoro in rete per la costruzione della Destinazione turistico-esperienziale di Saracena Paese del Moscato-Passito”, ha dichiarato il primo cittadino.

Il restauro diventa così uno strumento per guardare al futuro senza dimenticare le radici. “Ogni affresco che riemerge dalle pareti di Santa Maria Ara Coeli non è solo un’opera salvata, ma un pezzo di identità che torna a parlare alla comunità. Investire in questi restauri significa riconoscere che la nostra storia non è alle spalle, ma sotto i nostri occhi, pronta a essere compresa e trasmessa”, ha concluso Renzo Russo.