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Reggio, tre secoli di Fra Gesualdo: al via l’anno giubilare dedicato al Venerabile cappuccino

Il trecentesimo anniversario della nascita del Venerabile cappuccino a Reggio Calabria rappresenta un momento di profonda coesione per l’intera comunità diocesana.

Questo anno giubilare non si limita a una celebrazione formale, ma si manifesta come un percorso volto a riscoprire le radici di una fede che ha saputo farsi storia e carità nel territorio reggino.

Un cammino tra fede e storia locale

Il programma delle celebrazioni, predisposto con dedizione dai Frati Minori Cappuccini, delinea un itinerario che tocca i punti nevralgici della spiritualità cittadina. Il baricentro delle attività si sposta dalla Basilica dell’Eremo ai luoghi più intimi della biografia del religioso, come il Monastero di Orti, permettendo ai fedeli di ripercorrere fisicamente e spiritualmente le tappe di una vita interamente dedicata all’evangelizzazione e al sostegno degli ultimi.

Le autorità ecclesiali hanno sottolineato l’importanza di questo anniversario come un’occasione di rinnovamento interiore. Durante la presentazione del calendario, è stato ribadito che “il calendario degli eventi non rappresenta soltanto un susseguirsi di riti liturgici, ma si configura come un vero e proprio itinerario di fede che intreccia la dimensione della preghiera con quella della riflessione culturale”. Questa visione d’insieme punta a coinvolgere non solo i praticanti, ma l’intera cittadinanza in una riflessione sul valore del servizio.

L’attualità di un messaggio secolare

La partecipazione di numerosi vescovi e delle massime autorità civili testimonia quanto la figura del frate sia ancora oggi un punto di riferimento non solo religioso, ma anche sociale per la Calabria. La sua eredità spirituale viene presentata come un ponte tra il passato e le sfide del presente, offrendo risposte concrete attraverso l’esempio di una carità operosa.

Il messaggio che emerge dalle celebrazioni è chiaro: la memoria del passato serve a guidare i passi futuri. La Chiesa reggina, attraverso questo Giubileo, invita a considerare come l’esistenza del Venerabile continui a “interrogare e guidare il cammino della Chiesa”, dimostrando che la radicalità del Vangelo vissuta tre secoli fa conserva intatta la sua forza trasformatrice anche nella società contemporanea.