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Baldino (M5S) scrive a Travaglio: “Tribunale di Rossano uno scippo, va riaperto”

La questione della geografia giudiziaria in Calabria torna al centro del dibattito politico dopo uno scambio epistolare tra la deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio.

Il focus è la soppressione del Tribunale di Rossano, avvenuta nel 2012, definita dalla parlamentare come un vero e proprio scippo ai danni di un territorio vasto e complesso.

Le ragioni della mobilitazione per il presidio ionico

Secondo quanto esposto da Baldino, la richiesta di riapertura non è dettata da logiche di campanilismo, ma dalla necessità di garantire il diritto alla giustizia nella fascia jonica calabrese tra Crotone e Taranto. La parlamentare ha evidenziato come l’accorpamento a Castrovillari abbia creato disagi insostenibili a causa di collegamenti ferroviari quasi inesistenti e una viabilità fragile.

“La chiusura del Tribunale di Rossano ha prodotto isolamento istituzionale, costi sociali, rallentamenti nei procedimenti e un indebolimento della presenza dello Stato in un territorio fragile segnato dalla criminalità organizzata”, ha dichiarato la deputata nella sua missiva.

Un punto centrale della contestazione riguarda le motivazioni tecniche che portarono alla chiusura nel 2012. Baldino sostiene che il presidio fu soppresso sulla base di informazioni false e mai chiarite, citando le contraddizioni relative all’edificio di Castrovillari, prima definito sovrabbondante e poco dopo inadeguato, tanto da richiedere un ampliamento da 15.000.000 di euro.

Il confronto con la riforma Severino e la posizione di Marco Travaglio

La deputata ha sollevato il dubbio che la scelta di chiudere Rossano sia stata più politica che tecnica, finalizzata a salvare altri presidi come quello di Paola. Ha inoltre paragonato la carenza di magistrati alla crisi del settore sanitario, sottolineando che non si può chiudere un ufficio giudiziario per mancanza di personale, così come non si chiuderebbe un ospedale per carenza di medici.

La risposta di Marco Travaglio non si è fatta attendere. Il direttore ha chiarito di non avere preconcetti contro la città calabrese, ma ha ribadito la sua contrarietà a una riapertura generalizzata dei cosiddetti tribunalini chiusi dalla riforma Severino.

“Se poi, per le dimensioni e per le distanze, si decidesse di rivedere quell’accorpamento sostituendolo con qualcun altro, sarà un’ottima cosa. Purché non si torni indietro, disperdendo inutilmente mezzi, energie e personale nella peggiore logica clientelare”, ha precisato Travaglio.

Il dibattito resta aperto, soprattutto alla luce della fusione tra Corigliano e Rossano, che ha dato vita alla terza città della Calabria, attualmente priva di un presidio di giustizia proporzionato alla sua rilevanza demografica e territoriale.