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Maxi blitz contro il lavoro nero a Cosenza: sospese sette aziende su nove

L’operazione Alto Impatto dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza, condotta in sinergia con il Nucleo speciale dei Carabinieri, ha portato alla luce uno scenario di profonda irregolarità nel tessuto economico locale.

Le attività di controllo, che hanno spaziato dalla movida urbana ai settori dell’agricoltura e dell’industria, hanno evidenziato come sette aziende su nove ispezionate presentassero violazioni delle norme vigenti.

Il sommerso nei circoli ricreativi

L’intervento più significativo ha riguardato un circolo ricreativo cittadino, dove è stata riscontrata una gestione lavorativa totalmente priva di tutele. Gli ispettori hanno individuato due dipendenti impiegati senza alcun contratto o copertura assicurativa. L’accertamento ha determinato l’immediata sospensione dell’attività d’impresa. Al provvedimento si è aggiunta una sanzione per lavoro nero pari a 31.200 euro, oltre a una somma accessoria di 2.500 euro necessaria per l’eventuale riapertura.

Controlli nel settore edile e industriale

Il monitoraggio ha interessato anche i cantieri stradali e civili. In una delle aree ispezionate, le autorità hanno rilevato la presenza di un lavoratore irregolare su quattro occupati. La violazione ha comportato lo stop immediato del cantiere e una sanzione di 3.900 euro. Complessivamente, nei comparti dell’industria, del terziario e dell’agricoltura, su undici lavoratori controllati in nove diverse realtà aziendali, quattro sono risultati privi di regolare inquadramento. Tale situazione ha generato ulteriori provvedimenti di chiusura e sanzioni per un totale di 15.600 euro.

Monitoraggio dei dipendenti e carenze sulla sicurezza

Oltre al lavoro nero, l’attività ispettiva ha sanzionato l’inosservanza delle norme sulla sicurezza e sulla privacy. Sono state emesse cinque prescrizioni, per un valore complessivo di circa 12.000 euro, focalizzate su due criticità specifiche: l’installazione abusiva di impianti di videosorveglianza destinati al controllo a distanza dei lavoratori e il mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).