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Integrazione degli immigrati nella Piana di Sibari, 1,2 milioni contro il caporalato

Basta soluzioni emergenziali o ghetti temporanei. La Regione Calabria punta su un modello di accoglienza diffusa e strutturata per i cittadini stranieri nella Piana di Sibari. È quanto emerso dall’incontro di coordinamento svoltosi ieri alla Cittadella Regionale, presieduto dall’assessore al Welfare Pasqualina Straface, per fare il punto sui fondi destinati ai territori di Corigliano-Rossano e Cassano Jonio.

Al centro del tavolo, il progetto Su.Pr.Eme. 2, che mette in campo oltre 1,2 milioni di euro per trasformare l’integrazione da problema in opportunità gestita.

I numeri e i comuni coinvolti

Le risorse, stanziate dal Ministero del Lavoro (fondi FAMI e PON Inclusione), sono già state assegnate per un totale di 1.211.129,64 euro. I destinatari principali sono:

  • Comune di Cassano Jonio

  • Comune di Corigliano-Rossano

I fondi saranno utilizzati per creare un sistema di servizi integrati che spaziano dall’inclusione abitativa a quella lavorativa, con un focus specifico sul contrasto allo sfruttamento e al caporalato.

La linea della Regione: “No alla ghettizzazione”

L’assessore Straface, d’intesa con il Presidente Roberto Occhiuto, ha ribadito la ferma volontà di evitare modelli concentrati che creano tensioni sociali:

“L’obiettivo è costruire percorsi di integrazione controllata e consapevole. Vogliamo evitare soluzioni di emergenza che rischiano di produrre nuove fragilità. Questo modello richiede serietà amministrativa e un monitoraggio costante per garantire che le risorse si trasformino in servizi reali e diffusi sul territorio.”

Un piano integrato e multidisciplinare

Il progetto Supreme 2 non agirà in modo isolato. L’incontro ha evidenziato come questi interventi si intrecceranno con altre progettualità regionali e nazionali già attive. L’idea è quella di una presa in carico totale della persona vulnerabile, incrociando:

  • Politiche abitative: per garantire dignità all’alloggio.

  • Politiche del lavoro: per strappare i braccianti stranieri alle maglie dello sfruttamento.

  • Servizi sociali: per favorire una reale inclusione nella comunità locale.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti tecnici dei due Comuni e gli enti del Terzo Settore partner del progetto, confermando una sinergia tra istituzioni e territorio necessaria per chiudere definitivamente la stagione delle baraccopoli e dell’assistenzialismo precario.