La prestazione offerta dai Lupi della Sila contro il Giugliano si è rivelata una sconfitta pesante e difficile da digerire per l’intera piazza.
Il Cosenza è apparso quasi inguardabile, incapace di produrre pericoli concreti e senza aver praticamente mai centrato lo specchio della porta avversaria. Per il Giugliano, che non assaporava la gioia della vittoria da circa tre mesi, si è trattato di un successo meritato, costruito grazie alle firme di Marchisano, Zammarini ed Egharevba.
Un crollo senza attenuanti
Gli uomini guidati da Buscè non sono riusciti a onorare l’impegno, mostrando due volti ugualmente deficitari durante l’arco della gara. Se nel primo tempo la squadra è apparsa confusa e priva di idee, nella ripresa la situazione è ulteriormente precipitata con un undici sfilacciato e privo di reazione. È stata una prova tipica di una compagine che naviga nei bassifondi della classifica, priva di un’identità precisa e di quella cattiveria agonistica necessaria per invertire la rotta. Il successo ottenuto nel turno precedente contro la Casertana si è rivelato un semplice miraggio che ha soltanto illuso l’ambiente.
Clima teso e contestazione al Marulla
Il fischio finale ha dato il via a una dura contestazione da parte dei sostenitori rossoblù. Nel mirino della critica è finito il presidente Guarascio, pesantemente contestato per le scelte di mercato relative alle cessioni di Ricciardi e Kouan, operazioni che sembrano aver indebolito la struttura della squadra.
Non è stato risparmiato nemmeno l’allenatore Buscè, ritenuto responsabile di una gestione tecnica che non sta portando i frutti sperati. Il calendario non concede pause: martedì il gruppo sarà chiamato a un pronto riscatto nella sfida interna contro il Siracusa, in un clima che si preannuncia rovente.



