Un tratto distintivo del paesaggio costiero tra Vibo Marina e Bivona è scomparso nel giro di pochi giorni. Lungo la strada che costeggia l’ex cementificio dismesso, un intero bosco di eucalipti secolari è stato raso al suolo.
Gli esemplari, che in alcuni casi toccavano i 30 metri di altezza, costituivano un patrimonio naturale e identitario per l’intera zona, ora profondamente trasformata da un intervento che ha sollevato forti polemiche.
La denuncia arriva direttamente dalla sezione di Vibo Valentia di Italia Nostra, che descrive l’accaduto come un episodio di grave compromissione ambientale. L’area interessata non è un terreno qualunque: si trova infatti all’interno della fascia di rispetto dei 300 metri dal mare, un perimetro protetto da vincoli paesaggistici per legge, data anche la vicinanza a un corso d’acqua.
Un patrimonio monumentale cancellato in un’area vincolata
Fino a poco tempo fa, la zona era caratterizzata da un viale alberato imponente. Secondo le stime dell’associazione ambientalista, sono stati eliminati oltre 15 alberi di grandi dimensioni. Molti di questi eucalipti possedevano caratteristiche tali da poter essere classificati come alberi monumentali.
“Di quel patrimonio naturale oggi restano soltanto due alberi di dimensioni ridotte”, denunciano i rappresentanti di Italia Nostra, evidenziando come la fisionomia del luogo sia stata radicalmente alterata nonostante le tutele normative che dovrebbero proteggere la Costa degli Dei.
Il paradosso della mancata bonifica
L’abbattimento degli alberi si inserisce in una vicenda amministrativa complessa. Durante i mesi estivi, il tratto stradale era stato oggetto di un acceso confronto tra il Comune e la Provincia di Vibo Valentia riguardo alla competenza sulla rimozione dei rifiuti. Molti cittadini avevano segnalato il degrado dell’area, diventata una discarica abusiva a cielo aperto e un pessimo biglietto da visita per il turismo locale.
Tuttavia, l’intervento di taglio non sembra aver risolto il problema del degrado. Italia Nostra osserva con perplessità come, nonostante la scomparsa del bosco, i cumuli di spazzatura siano ancora presenti sul margine della strada. “L’accordo annunciato tra Comune e Provincia per la bonifica dell’area sembra essere rimasto privo di effetti concreti”, sottolinea l’associazione, ponendo l’accento sul fatto che l’unica trasformazione visibile sia stata la distruzione del verde.
Richiesta di trasparenza e l’intervento della Procura
Al momento non è chiaro quale ente o privato abbia disposto l’abbattimento, né se l’operazione sia stata supportata dai necessari titoli autorizzativi. Italia Nostra ha sollevato una serie di interrogativi diretti alle istituzioni coinvolte, chiedendo se esista un nulla osta paesaggistico rilasciato dalla Soprintendenza.
L’associazione punta ora sulla trasparenza, chiedendo a Comune e Provincia di rendere pubblici gli atti che hanno portato alla cancellazione del bosco. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, l’assenza della vegetazione priverà residenti e turisti della naturale frescura dell’area, lasciando al suo posto un terreno spoglio e ancora invaso dai rifiuti. L’auspicio finale è rivolto alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, affinché faccia luce sulla vicenda e accerti eventuali responsabilità o reati ambientali legati all’abbattimento.



