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Calabria e Albania unite dalla cultura Arbëreshe: a Tirana il documentario “Gjuhë e Zemrës”

Il legame storico tra la Calabria e l’Albania, radicato in oltre seicento anni di presenza delle comunità Arbëreshe nel Mezzogiorno, trova oggi una nuova forma di espressione narrativa.

Il documentario “Gjuhë e Zemrës – La Lingua del Cuore”, ideato e promosso da Sonia Golemme, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, si pone come un focus centrale sulla cultura albanese e sulla sua profonda integrazione nel tessuto sociale del Sud Italia.

Il progetto è stato recentemente presentato presso l’Università delle Arti di Tirana, consolidando un ponte culturale che supera i confini geografici del mare Adriatico.

Il valore dell’identità e della sopravvivenza culturale

Al centro dell’opera cinematografica risiede la necessità di testimoniare una resistenza identitaria che si tramanda attraverso le generazioni. La lingua non viene vista solo come mezzo di comunicazione, ma come pilastro fondamentale di libertà e senso di appartenenza per chi vive quotidianamente l’eredità Arbëreshe.

«Voglio esprimere la mia più profonda gratitudine all’Università delle Arti di Tirana per la straordinaria accoglienza e per avermi offerto il prestigioso spazio di presentare agli studenti e ai docenti il progetto documentario – ha dichiarato Sonia Golemme al suo rientro in Italia –. Il progetto nasce dal bisogno di documentare una sopravvivenza culturale: quella di chi, come me, si riconosce orgogliosamente nell’identità Arbëreshe e vede nella lingua la prima forma di libertà e appartenenza».

Sinergie internazionali e scambi accademici

La presentazione a Tirana ha visto il coinvolgimento attivo dei vertici dell’Ateneo albanese, tra cui il rettore Erald Bakalli e il docente Pjeter Guralumi. Il dialogo si è esteso alla Facoltà di Arti Sceniche, trovando il supporto del coordinatore Alert Celoaliaj e della storica dell’arte Elida Rapti, in un confronto basato sul valore universale della fratellanza.

Sonia Golemme ha sottolineato la natura simbolica del viaggio: «Tra resistenza e lingua madre, tra presente e passato, il cuore del progetto oscilla lungo una linea narrativa sospesa su un mare che non divide, ma diventa il riflesso di una storia comune». La docente ha inoltre rivolto un pensiero agli studenti di Arte scenica, definendo le loro audizioni come un momento di profonda commozione.

Dal documentario al Metaverso per il progetto Performing

L’incontro in Albania è stato anche l’occasione per illustrare le evoluzioni tecnologiche legate al progetto Performing, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca tramite i fondi del Pnrr. Sonia Golemme ha presentato il Metaverso realizzato per l’iniziativa, un ambiente virtuale che diventerà protagonista durante la seconda edizione del festival in programma a Catanzaro per il mese di marzo.

L’evento di marzo segnerà la conclusione di un percorso di attività durato due anni. Nei prossimi giorni verranno svelati i dettagli di questo “villaggio globale” dell’arte performativa, che vedrà la partecipazione di partner nazionali e artisti di rilievo internazionale, unendo definitivamente la tradizione secolare della cultura Arbëreshe alle nuove frontiere del digitale.