L’attività di vigilanza sul litorale crotonese ha portato a un nuovo intervento della Guardia di Finanza nel territorio di Strongoli Marina.
L’operazione, condotta dai militari della Sezione Operativa Navale di Crotone sotto il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, si inserisce in un piano di controllo strutturato e costante. L’episodio, avvenuto nei primi giorni di febbraio, segue un analogo sequestro effettuato a metà gennaio, confermando l’intensificazione dei monitoraggi lungo la costa per la salvaguardia delle risorse marine.
Il controllo del natante e le sanzioni applicate
Durante il servizio di pattugliamento, i militari hanno intercettato un natante impegnato in attività di pesca a breve distanza dalla costa. A bordo dell’unità è stata identificata una persona intenta a praticare pesca di frodo con l’ausilio di attrezzature non autorizzate dalla normativa vigente. L’ispezione approfondita del mezzo ha permesso di rinvenire circa 22 kg di prodotto ittico, nello specifico esemplari di novellame di “Sardina pilchardus”, la cui cattura è severamente vietata per proteggere il ciclo di riproduzione della specie.
Al trasgressore è stata contestata una sanzione amministrativa del valore di circa 1.500 euro. Oltre alla sanzione pecuniaria, le fiamme gialle hanno proceduto al sequestro amministrativo sia dell’intero pescato sia degli attrezzi illegali utilizzati per l’attività illecita.
Vigilanza a tutela dell’ecosistema e dei consumatori
L’intervento mira a garantire il rispetto delle disposizioni nazionali e internazionali che regolano il settore ittico. L’obiettivo principale resta la difesa dell’ecosistema marino, messo a rischio dal prelievo indiscriminato di esemplari sottomisura. Queste operazioni sono inoltre fondamentali per assicurare la salute dei consumatori, impedendo che prodotti privi di tracciabilità e garanzie igienico-sanitarie raggiungano il mercato.
L’azione della Guardia di Finanza si pone anche a difesa degli operatori economici che operano nella legalità. Contrastando la pesca di frodo, si interviene contro forme di concorrenza sleale che danneggiano il commercio regolare e il corretto funzionamento della filiera ittica locale.



