Gli esiti degli ultimi controlli effettuati dagli organi preposti nei cantieri edili della provincia di Vibo Valentia delineano un quadro estremamente critico.
I dati confermano le denunce che la Fillea Cgil Calabria porta avanti da tempo, evidenziando una situazione definita insostenibile per una società civile. Su otto aziende ispezionate, ben sette sono risultate irregolari, svelando un panorama di lavoratori impiegati in nero e gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza.
Le ispezioni hanno portato a sospensioni immediate delle attività e a sanzioni per migliaia di euro. Questi numeri non sono considerati episodi isolati, bensì il segnale di un deficit strutturale che affligge il settore edile locale. Nei cantieri, sia pubblici che privati, le norme elementari di sicurezza vengono spesso ignorate e le condizioni igienico-sanitarie risultano inadeguate.
Il danno al sistema contrattuale e la gestione degli appalti
Un elemento di forte criticità riguarda la mancata iscrizione dei lavoratori presso la Cassa Edile di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Si tratta di una pratica che arreca un danno gravissimo ai diritti dei singoli operai e all’intero sistema contrattuale, penalizzando le imprese che operano nel rispetto delle regole.
La preoccupazione sindacale si concentra in particolare sui cantieri pubblici. Molte stazioni appaltanti sono accusate di limitarsi a controlli puramente formali, trascurando la vigilanza attiva sulla legalità. In questo contesto, le logiche del massimo ribasso sembrano favorire il ricorso a imprese irregolari, alimentando una catena di responsabilità incerte tra appalti e subappalti.
La richiesta di una task force permanente
Per contrastare questa deriva, la Fillea Cgil Calabria ha richiesto con forza l’istituzione di una task force permanente. L’organismo dovrebbe coinvolgere l’Ispettorato del Lavoro, l’Asl, l’Inail, le Prefetture e le Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di effettuare controlli sistematici e continui sul territorio.
“La sicurezza sul lavoro non può essere sacrificata sull’altare del profitto e dell’illegalità”, spiegano i rappresentanti sindacali, sottolineando che “ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa vivo e tutelato”. La mobilitazione proseguirà finché la legalità e la dignità del lavoro non diventeranno la norma nel settore edile calabrese.



