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Fiume Crati fuori controllo: centinaia di persone evacuate a Corigliano Rossano

La perturbazione che sta colpendo la Calabria nelle ultime ore ha generato una situazione di estrema criticità nella Sibaritide, dove il fiume Crati ha raggiunto livelli di guardia tali da far scattare l’allerta massima.

Il monitoraggio costante interessa entrambe le sponde del corso d’acqua più importante della regione, coinvolgendo i territori di Corigliano Rossano sul versante destro e di Cassano all’Ionio su quello sinistro. La gravità della situazione ha spinto le autorità locali ad adottare misure d’urgenza per garantire l’incolumità dei residenti.

L’evacuazione delle contrade e il piano di sicurezza

Il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ha disposto l’evacuazione immediata di tre contrade situate lungo l’asta fluviale: Thurio, Ministalla e Foggia. L’operazione, di vaste proporzioni, vede l’impiego di decine di volontari della Protezione Civile e del personale degli uffici comunali. Sono circa 500 le persone interessate dal provvedimento, costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa dell’imminente pericolo di inondazione. Nel corso del pomeriggio, anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è recato sul posto per constatare personalmente lo stato dei luoghi e coordinare gli interventi necessari.

Le dichiarazioni del sindaco Stasi sulla criticità del fiume

Il primo cittadino sta seguendo le operazioni direttamente sul campo, monitorando i punti in cui la pressione dell’acqua è più forte. “La situazione è critica e preoccupante, il fiume ha superato i 5,5 metri ed in alcuni punti è esondato nelle campagne adiacenti”, ha dichiarato Flavio Stasi. “Stiamo monitorando costantemente quattro punti critici, a valle dei quali ho ordinato l’evacuazione delle abitazioni, alcune centinaia di persone in tutto. Mi auguro che l’allarme possa rientrare al più presto cosicché gli abitanti della zona possano tornare nelle loro case”.

Manovre idrauliche alla diga di Tarsia per contenere la portata

Per cercare di mitigare l’impatto della piena e abbassare il livello idrometrico a valle, sono state avviate manovre tecniche alla diga di Tarsia. La portata d’acqua rilasciata verso la foce è stata dimezzata, trattenendo nell’invaso circa 8.000.000 di metri cubi d’acqua. Questo intervento mira a ridurre il rischio di esondazioni ancora più pesanti rispetto a quelle già registrate nelle aree rurali, nel tentativo di proteggere i centri abitati e le infrastrutture della pianura.