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Scuola di Crotone rifiuta evento di commemorazione strage di Cutro, Cgil: “Le memoria non è divisiva”

La decisione assunta dall’Istituto Polo Tecnico Professionale “A.M. Barlacchi – A. Lucifero” di Crotone di non concedere lo svolgimento di un’iniziativa dedicata al ricordo del naufragio di Cutro ha sollevato un acceso dibattito.

L’evento, previsto per commemorare la tragedia avvenuta il 26 febbraio 2023, era stato promosso dalla CGIL e dalla FLC Calabria con l’obiettivo di offrire agli studenti un momento di riflessione su un dramma che ha segnato il territorio crotonese e l’intera nazione. Il bilancio di quel naufragio resta impresso nella memoria collettiva con 94 vittime accertate, tra cui 34 minori, rappresentando non semplici numeri ma esistenze spezzate e diritti fondamentali calpestati.

La motivazione del mancato contraddittorio

A destare particolare perplessità è la giustificazione ufficiale fornita dalla dirigenza scolastica, che ha motivato il diniego citando una presunta mancanza di contraddittorio. Tale posizione pone interrogativi profondi sulla natura della commemorazione proposta. Di fronte a una tragedia umana di queste proporzioni, risulta difficile individuare quale possa essere la tesi contrapposta al ricordo di quasi cento persone, tra cui decine di bambini, decedute in mare. La memoria di un evento catastrofico e il lutto per le vite perdute sembrano esulare dalle dinamiche del confronto politico o ideologico, configurandosi piuttosto come un atto di pietà civile e di riconoscimento di un fatto storico oggettivo.

La funzione educativa e civile della scuola

La scuola, nel suo ruolo di presidio costituzionale, ha tra i suoi compiti primari la formazione della coscienza critica e l’educazione civica delle nuove generazioni. Impedire un approfondimento su un evento che ha scosso profondamente la comunità locale significa sottrarre ai giovani un’opportunità di crescita consapevole e di assunzione di responsabilità verso il presente. La richiesta avanzata dai sindacati puntava a promuovere i valori della solidarietà, dell’accoglienza e del rispetto della vita umana, elementi che dovrebbero costituire il fulcro dell’offerta formativa in ogni istituto scolastico.

Un dovere morale oltre la propaganda

Il ricordo delle vittime non può essere interpretato come un atto di parte o come uno strumento di propaganda. Si tratta di un dovere morale e civile che appartiene alla storia recente del territorio. Considerare la tragedia di Cutro come una materia divisiva che necessita di bilanciamenti formali rischia di svuotare di significato il dolore delle famiglie distrutte e il senso stesso della funzione educativa. La memoria non richiede opposizioni dialettiche, ma esige rispetto e uno spazio aperto al dialogo per evitare che l’oblio prenda il sopravvento sulla sensibilità umana e democratica del Paese.