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La Fondazione Bambino Gesù del Cairo adotta il percorso di cura di Mariano

Il 5 febbraio ha segnato un confine netto tra il passato e il futuro per Mariano, il bambino residente a Vena di Maida, in provincia di Catanzaro, noto alle cronache per una condizione di obesità patologica estremamente severa.

La Fondazione Bambino Gesù del Cairo Ente Filantropico ETS ha ufficializzato l’adozione del suo cammino di guarigione, trasformando una situazione di estrema fragilità in un progetto strutturato di protezione e rinascita.

Un impegno multidisciplinare per la dignità del bambino

La condizione di Mariano, il cui peso ha raggiunto i 200 chilogrammi, impone un intervento che superi il semplice dato clinico. La patologia ha generato negli anni immobilità e isolamento, rendendo indispensabile un percorso specialistico coordinato. L’impegno assunto dalla Fondazione verso i genitori, Sigismondo e Tamara, non è unicamente formale ma rappresenta un atto di responsabilità multidisciplinare che coinvolgerà ambiti endocrinologici, nutrizionali, psicologici e riabilitativi.

L’obiettivo primario è la restituzione dell’autonomia e della dignità attraverso una gestione centralizzata delle risorse. La Fondazione opererà come garante esclusivo per la raccolta e il coordinamento di ogni contributo, assicurando che ogni donazione si traduca in cure concrete e trasparenti.

L’udienza privata con Papa Leone XIV

A poche ore dalla firma del protocollo, il 6 febbraio, Mariano e la sua famiglia sono stati ricevuti in udienza privata da Sua Santità Papa Leone XIV. L’incontro è culminato con la Benedizione Apostolica, un momento di profonda vicinanza spirituale che ha inteso offrire conforto e luce a un percorso terapeutico e umano complesso. Questo passaggio simbolico rafforza la dimensione comunitaria del progetto, ponendo il futuro del bambino sotto l’egida di una protezione condivisa.

Le parole di Monsignor Yoannis Lazhi Gaid

Il Presidente della Fondazione ed ex Segretario personale di Papa Francesco, Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, ha espresso con determinazione la volontà dell’ente di non restare spettatore dinanzi a tale sofferenza.

“Abbiamo deciso di abbracciare Mariano, di farci carico della sua fragilità e di trasformarla in speranza viva”, ha dichiarato Monsignor Gaid. “Non potevamo restare spettatori davanti al peso che grava sulle spalle di un bambino. Abbiamo scelto di condividerlo, di sostenerlo insieme a migliaia di cuori generosi e di rilanciare con forza l’iniziativa: Siamo tutti Mariano. Non cammineremo da soli: lo faremo insieme a chiunque vorrà unirsi a noi, coordinando ogni aiuto con rigore e trasparenza, perché la speranza di Mariano non sia più un’attesa fragile, ma una casa sicura, una cura costante, un futuro possibile. Nessun peso è irrisollevabile, quando a sollevarlo è l’amore di molti”.

Un patto morale per la trasparenza e l’unità

L’iniziativa “Siamo tutti Mariano” si configura come un appello diretto a istituzioni, associazioni e cittadini. Il protocollo siglato funge da scudo legale e morale, garantendo che ogni intervento sanitario o sostegno economico confluisca in un piano di cure unitario e monitorato. L’obiettivo è far sì che la famiglia non debba più affrontare in solitudine le sfide poste dalla malattia, all’interno di un sistema che pone la sicurezza e il rigore amministrativo alla base di ogni azione filantropica.