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La ripartenza di Lattughelle dopo l’esondazione del Crati: la chiesa riapre come segno di speranza

Giovanni Paolo II definiva la parrocchia come la “casa di Dio in mezzo alle case degli uomini”. Con questa profonda convinzione, la comunità di Lattughelle, frazione agricola della piana di Sibari, ha vissuto un momento di intensa commozione.

Dopo il violento diluvio causato dall’esondazione del fiume Crati, che ha travolto anche i Laghi di Sibari e le zone limitrofe lasciando sgomento e danni ingenti, la chiesa parrocchiale è stata riaperta. Non è stato possibile celebrare l’Eucaristia a causa delle condizioni dei locali interni, ancora segnati dal disastro, ma l’apertura delle porte ha assunto un valore simbolico fondamentale: riaccendere la speranza della ripartenza dal luogo che rappresenta la fede di questo lembo di terra calabra.

Il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini, insieme al parroco Pietro Groccia e a numerosi volontari e fedeli, ha voluto dare un segnale di rinascita mentre il fango polveroso inizia lentamente ad asciugarsi tra le case ancora vuote.

Un’alluvione di amore e solidarietà tra le macerie

La tragedia delle ultime ore è stata interpretata attraverso la categoria biblica del diluvio, che porta con sé un messaggio di vita nuova in uscita dall’arca. Come sosteneva il Cardinale Biffi, i momenti di vera rinascita coincidono con il riavvio dei luoghi di aggregazione e comunità. Nonostante la sofferenza e gli interrogativi che simili disgrazie sollevano, la popolazione ha mostrato una vitalità inaspettata.

“Finirà anche la notte più buia e sorgerà il sole”, sono le parole di Giovanni Paolo II richiamate per infondere coraggio a un popolo abituato alla prova e alla fatica. La risposta dei volontari è stata definita una vera “alluvione di amore” che ha alleviato il dolore di chi ha visto la propria abitazione invasa dall’acqua.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al vescovo, monsignor Francesco Savino, che si è fatto pellegrino tra i luoghi colpiti attivando subito la Caritas diocesana. Mercoledì, come segno di vicinanza, il vescovo inizierà il percorso quaresimale con la celebrazione delle ceneri proprio a Lattughelle.

La necessità della prevenzione e dell’ecologia integrale

L’emergenza non è conclusa e quanto accaduto impone una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e ambiente. Il disastro del Crati, seppur improvviso, era un evento prevedibile che richiama la necessità di adottare la categoria dell’ecologia integrale. Non bastano gli interventi emergenziali spinti dall’emozione del momento; serve una visione a lungo termine che affronti i problemi strutturali del territorio.

Il sindaco Iacobini è impegnato senza sosta nelle operazioni di soccorso, supportato dalla Regione Calabria con il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore Gianluca Gallo per la rimozione dei detriti. Tuttavia, resta forte l’appello alle istituzioni affinché la messa in sicurezza diventi una priorità assoluta, poiché il fiume continua a fare paura ogni volta che piove. In questo scenario, la prevenzione deve diventare la cifra caratteristica delle future politiche di riduzione del rischio, superando le polemiche per lasciare spazio all’ascolto e alla responsabilità.