Mario Caso, nato a Roma nel novembre 1989, è vissuto a Squillace, in provincia di Catanzaro, fino all’età di 25 anni. Appena cinque giorni dopo la sua laurea in Giurisprudenza, nel marzo 2015, ha scelto la via dell’emigrazione verso la Svizzera.
Alla base di questa sua decisione, la consapevolezza che in Italia, e specificamente nel Mezzogiorno, l’impegno sociale e la qualità del lavoro vengono spesso mortificati dal clientelismo a discapito della meritocrazia. Mario afferma con convinzione: “Occorre non star fermi, bisogna muoversi verso l’efficienza perché il futuro ha già avuto inizio”.
Un’esperienza di successo nella Confederazione Elvetica
Oggi, Mario Caso vive e lavora in Svizzera nel settore legale e della “compliance aziendale” presso la principale banca della Nazione. Il suo percorso, dopo una fase iniziale dedicata all’integrazione e all’apprendimento della lingua, lo ha portato a consolidarsi professionalmente in un contesto che definisce efficiente e rispettoso del merito individuale. La sua vicenda è speculare a quella di tanti giovani del Sud che vedono le proprie opportunità limitate da un sistema che non ha saputo garantire pari condizioni tra le diverse aree del Paese. Un fenomeno, quello dello spopolamento, che tocca ormai anche gli anziani genitori dei migranti, i quali scelgono spesso di seguire i propri figli per poter beneficiare di servizi adeguati.
Il libro “Storie oltre frontiera”
Recentemente, Caso ha pubblicato per Pellegrini Editore il volume “Storie oltre frontiera – Interviste ad italiani emigrati in Svizzera”. L’opera, composta da 256 pagine, raccoglie quindici interviste a cittadini italiani residenti nella Confederazione elvetica, evidenziando come l’emigrazione sia un processo storico evoluto, che in molti casi coinvolge già la terza o la quarta generazione. L’Autore, nelle sue conclusioni, lancia un messaggio di speranza accompagnato da consigli pratici per chi desidera intraprendere questo percorso, ribadendo come l’Italia potrebbe diventare un “vero e proprio paradiso” se riuscisse a diventare “meritocratica ed effettivamente democratica”.
Un omaggio alle radici e ai modelli di riferimento
Nel volume, Caso dedica spazio anche ai ringraziamenti, esprimendo una profonda gratitudine al professor Lorenzo Viscido, anch’egli originario di Squillace ed emigrato a New York. L’Autore lo descrive come un punto di riferimento fondamentale per la nascita dell’idea editoriale, citando la sua carriera come esempio lampante della locuzione latina “nemo propheta in patria”. I ringraziamenti si estendono inoltre al professor Toni Ricciardi e a tutti gli amici che lo hanno sostenuto in questa sua prima fatica editoriale, significativamente dedicata “A tutti gli emigrati”.
Per approfondire la sua visione e i progetti futuri sul tema dell’emigrazione intergenerazionale, è possibile visionare una breve intervista all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=R9GeYyqXHio. Il libro, utile sia come analisi sociologica che come testimonianza personale, è attualmente disponibile sulle principali piattaforme online. L’Università delle Generazioni ne raccomanda inoltre la diffusione nelle biblioteche pubbliche e private italiane per il suo valore storico e documentale.



