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Caos all’Asp di Cosenza e criticità nel servizio 118: l’affondo di Carlo Guccione

La gestione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza torna al centro del dibattito politico e amministrativo.

Al centro delle contestazioni mosse da Carlo Guccione, componente della direzione nazionale del Partito Democratico, vi è il forte contrasto tra i proclami di risanamento degli ultimi anni e l’attuale stato di “fragilità e caos amministrativo” ammesso dai vertici aziendali.

Lo scontro tra passato e presente nella gestione aziendale

Guccione mette in dubbio la coerenza delle recenti decisioni assunte dalla direzione guidata da de Salazar, in particolare l’istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di far luce sulla gestione degli anni precedenti. Secondo l’esponente dem, questa iniziativa appare in netta contraddizione con le precedenti dichiarazioni di successo riguardanti l’approvazione dei bilanci e la normalizzazione della contabilità.

“Che senso ha istituire un gruppo di lavoro per comprendere cosa è successo in questi anni all’Asp di Cosenza, da parte di de Salazar, dopo aver sbandierato ai quattro venti che in questi ultimi tre anni si sono approvati i bilanci, con contabilità finalmente riportata alla normalità, così da avere una Asp bonificata e risanata?” si chiede Guccione nella sua nota. Il riferimento critico si estende anche ai vertici della Regione, sottolineando come “il presente provi a disconoscere il passato”, una dinamica che, secondo Guccione, non garantisce rassicurazioni sulla tutela della salute dei cittadini calabresi.

Le carenze del servizio di emergenza urgenza 118

Il punto più critico evidenziato riguarda il servizio 118, già oggetto di segnalazioni da parte del Ministero della Salute per il mancato rispetto dei tempi di soccorso. La situazione descritta per la riorganizzazione del servizio, delegata dall’Azienda Zero all’Asp di Cosenza, appare segnata da pesanti ritardi operativi e finanziari.

In base ai dati forniti, su 63 postazioni previste in Calabria per l’affidamento alle associazioni di volontariato, ben 33 non risultano assegnate. Questo significa che oltre la metà delle postazioni programmate rimane scoperta, con conseguenti rischi per l’assistenza nelle aree urbane ed extraurbane. Le 30 postazioni effettivamente assegnate dovrebbero entrare in funzione dal primo marzo 2026, ma il quadro economico solleva ulteriori preoccupazioni.

L’allarme sui costi e sulla copertura finanziaria

Guccione pone l’accento sulla sostenibilità economica del nuovo assetto. La convenzione prevede un costo mensile di 39.006,84 euro per singola postazione, a cui va aggiunto il costo del carburante. Per le sole 19 postazioni situate nella provincia di Cosenza, la spesa mensile ammonterebbe a 741.000 euro.

Considerando l’obbligo di anticipare le prime tre mensilità alle associazioni, l’impegno finanziario iniziale richiesto per la sola provincia cosentina è di 2.223.000 euro. “I numeri sono impietosi. È necessario passare dalle chiacchiere agli atti amministrativi completi e cioè la copertura finanziaria del servizio del 118 che le associazioni svolgono e che servono a garantire l’urgenza emergenza”, conclude Guccione, evidenziando come i ritardi nei pagamenti delle mensilità di dicembre 2025, gennaio e febbraio 2026 stiano già mettendo a dura prova le associazioni coinvolte.