Una rete di spaccio radicata nel territorio, capace di muoversi con estrema cautela attraverso un linguaggio criptico e appuntamenti rapidi.
L’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per sei persone. L’inchiesta delinea un sistema organizzato che riforniva l’area del Reventino di diverse tipologie di sostanze stupefacenti.
Il linguaggio criptico delle intercettazioni
Il fulcro dell’attività investigativa si è basato su intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno permesso di decodificare il modus operandi del gruppo. Gli indagati utilizzavano espressioni ridotte all’osso per concordare le cessioni, affidandosi a termini apparentemente innocui ma dal significato preciso. Parole come “latte”, “sciroppo”, “nera” o “bianca” indicavano, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dosi di eroina e cocaina. In alcuni casi venivano utilizzati riferimenti ancora più insoliti, come “palla di Natale” o “compresse”, per mascherare il passaggio di metanfetamine.
Le comunicazioni seguivano uno schema fisso: frasi brevi come “passo” o “sono a Soveria”, a cui seguiva un semplice “ok” di conferma. Questo metodo mirava a rendere le conversazioni indecifrabili a un ascolto superficiale, ma l’incrocio tra i dati tecnici e i pedinamenti sul campo ha consentito ai militari di ricostruire la reale natura degli scambi.
La logica del delivery e i riscontri investigativi
Il sistema di distribuzione non si limitava ai luoghi di ritrovo abituali, ma prevedeva una vera e propria modalità di consegna a domicilio. La droga veniva spesso recapitata direttamente presso le abitazioni degli acquirenti, garantendo una stabilità operativa nel tempo. Durante la fase dei riscontri, i Carabinieri hanno documentato circa 50 episodi di cessione, effettuando sequestri che hanno confermato quanto emerso dai dialoghi intercettati.
L’operazione si pone in continuità con la precedente attività denominata “Reventino in Lockdown”, conclusa di recente dalla stessa Compagnia. Il provvedimento è stato emesso dal Procuratore facente funzione di Lamezia Terme, Vincenzo Quaranta, a testimonianza dell’attenzione costante verso il contrasto ai traffici di stupefacenti che interessano i centri del catanzarese.



