La chiusura di istituzioni fondamentali come la Biblioteca “Pietro De Nava” e l’Archivio Storico comunale rappresenta una ferita aperta nel tessuto civile di Reggio Calabria.
I libri e i documenti archivistici non sono semplici oggetti, ma dispositivi primari di conoscenza e custodi della memoria democratica. In questi luoghi, l’accesso gratuito alla cultura costituisce una conquista sociale che dovrebbe essere garantita a studenti, ricercatori e all’intera cittadinanza.
Eppure, nonostante la loro importanza come “aree indifese” della vita pubblica, la sospensione delle attività prosegue in un clima di preoccupante indifferenza, interrotto solo da rare voci libere che chiedono chiarezza.
Le ragioni tecniche della chiusura e l’incertezza dei tempi
L’Archivio Storico comunale, situato presso il Ce.Dir, risulta inaccessibile dal marzo 2025. Un comunicato ufficiale dell’epoca motivava la decisione con la necessità di interventi di messa in sicurezza, legati in particolare all’assenza di impianti di climatizzazione adeguati. Tuttavia, a distanza di mesi, non è stata ancora fornita una data certa per la ripresa dei servizi, lasciando l’utenza in un limbo burocratico che dipende dal completamento di opere non meglio specificate.
Parallelamente, la Biblioteca “Pietro De Nava” ha sospeso l’accoglienza al pubblico per consentire lavori di adeguamento agli impianti e l’implementazione di un progetto finanziato dal PNRR. Tale iniziativa dovrebbe introdurre tecnologie digitali per la consultazione online di manoscritti e pergamene, unendo la tutela del patrimonio al restauro. Sebbene la cronaca locale riporti che la Villetta De Nava funge da punto di riferimento provvisorio per prestiti e assistenza, l’efficacia di tale soluzione appare limitata rispetto alla complessità dei servizi precedentemente erogati.
L’appello dell’Associazione Italiana Biblioteche e le criticità logistiche
La gestione dell’emergenza è finita sotto la lente dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), che il 31 ottobre 2025 ha indirizzato una nota ufficiale al Sindaco Giuseppe Falcomatà. Nel documento, l’Associazione esprime profonda apprensione per la chiusura di una struttura definita “difficilmente sostituibile”.
“I cittadini di Reggio Calabria necessitano di conoscere il momento di riapertura della loro biblioteca civica, la città non può rimanere senza la totalità dei servizi che questa ha finora erogato.”
L’AIB ha sollecitato l’amministrazione a individuare spazi alternativi all’interno del patrimonio immobiliare comunale o tramite convenzioni con altre istituzioni, al fine di garantire la continuità dei servizi bibliotecari anche durante i lavori. La mancanza di una programmazione tempestiva in tal senso solleva dubbi sulle strategie dell’assessorato competente e sul coinvolgimento del mondo accademico e culturale cittadino.
L’impatto sul sociale e le disparità nell’accesso agli spazi
Le conseguenze di questo stallo colpiscono duramente anche le realtà associative. Il gruppo reggino di Nati per Leggere, ad esempio, ha dovuto comunicare l’impossibilità di riprendere gli incontri di lettura destinati alle famiglie e ai bambini nella fascia 0-6 anni a causa del protrarsi della chiusura della sede principale.
Resta inoltre da chiarire un paradosso logistico: mentre alcuni servizi essenziali risultano sospesi e i gruppi di lettura per l’infanzia sono bloccati, le attività di altre associazioni sembrano proseguire regolarmente presso la Villetta De Nava. Questa disparità di trattamento genera interrogativi sulla gestione dei criteri di accesso agli spazi provvisori e sull’effettiva equità nella distribuzione delle risorse culturali rimaste disponibili in città.



