Resta alta l’attenzione sulla vertenza che interessa il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche in Calabria. Giuseppe Lavia, Segretario Generale della CISL Calabria, e Gianluca Bifano, Segretario Generale della FISTel CISL Calabria, hanno espresso la necessità di interventi rapidi per garantire il futuro dei lavoratori coinvolti, impiegati nei siti calabresi da Konecta R.
La questione riguarda centinaia di addetti che attendono risposte certe dopo che, nell’ultimo tavolo presso il Ministero del Lavoro, l’azienda ha evidenziato criticità legate alla sostenibilità economica e alla conclusione delle attività previste per le prossime settimane.
Il valore strategico della riconversione industriale
Il progetto non rappresenta solo una commessa operativa, ma costituisce un tassello fondamentale per il mercato del lavoro locale. “Parliamo di un progetto nato per dare una risposta concreta agli ex lavoratori Abramo e alla crisi del settore dei call center per garantire prospettive di lavoro nel nostro territorio. Non può esaurirsi senza che si faccia fino in fondo ogni sforzo per consolidarlo e svilupparlo”, hanno sottolineato i rappresentanti sindacali. L’iniziativa è considerata un raro esempio di riconversione industriale nel settore dei servizi, capace di trasformare competenze legate al customer care in attività di gestione documentale avanzata.
Gli obiettivi per il prossimo incontro ministeriale
In vista dell’esame congiunto fissato per il 12 marzo presso il Ministero, la posizione di CISL e Fistel Calabria è orientata al rilancio del piano industriale piuttosto che al ricorso a misure assistenziali. “L’obiettivo deve essere quello di scongiurarne l’utilizzo degli ammortizzatori sociali attraverso il rilancio del progetto, individuando nuove lavorazioni e nuove prospettive che consentano di garantire stabilità occupazionale”, hanno ribadito Lavia e Bifano. La difesa del presidio occupazionale richiede, secondo il sindacato, la massima collaborazione tra istituzioni, Governo e azienda per individuare carichi di lavoro supplementari che permettano di stabilizzare i livelli occupazionali raggiunti.



