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Castrolibero, contenzioso eredi Mazzuca: la maggioranza chiarisce la vicenda

In merito alla complessa vicenda giudiziaria che coinvolge gli eredi Mazzuca e il Comune di Castrolibero, il gruppo di maggioranza ha inteso ricostruire con precisione l’iter processuale e amministrativo, rispondendo alle recenti ricostruzioni apparse nel dibattito pubblico e sui canali social. La nota ufficiale, firmata dai consiglieri e dal sindaco facente funzioni, mira a dissipare i toni allarmistici e a ristabilire la realtà dei fatti riguardo a una controversia iniziata nel 2008.

La cronistoria processuale e il ruolo dell’Ente

Il percorso giudiziario della vicenda si è articolato per oltre quindici anni attraverso diverse fasi e giurisdizioni. Dopo un primo grado di merito che aveva sancito la condanna in solido tra la Regione Calabria e il Comune di Castrolibero, la sentenza di secondo grado ha successivamente escluso la responsabilità della Regione, concentrando gli effetti del risarcimento esclusivamente sull’amministrazione comunale.

L’attività processuale portata avanti negli anni ha permesso di ridimensionare le pretese risarcitorie iniziali, che sfioravano i 4.000.000 di euro. Secondo la maggioranza, le scelte compiute, incluso il ricorso in Cassazione, non sono state dettate da logiche di rinvio, bensì dal dovere istituzionale di tutelare il patrimonio dell’Ente e della collettività.

Trasparenza amministrativa e tempi del debito fuori bilancio

Uno dei punti centrali del chiarimento riguarda la tempistica del riconoscimento del debito fuori bilancio. La maggioranza sottolinea come il presupposto giuridico per tale atto maturi solo a seguito della notificazione del titolo esecutivo.

“Il riconoscimento del debito fuori bilancio ha natura ricognitiva ed è normalmente attivato quando l’Ente si trova formalmente di fronte a una richiesta di pagamento giuridicamente azionabile” si legge nella nota del gruppo di maggioranza. Viene inoltre precisato che dalla notifica della sentenza scatta un termine di quattro mesi entro il quale l’Ente può procedere al riconoscimento senza che si configurino profili di danno erariale.

In merito alle accuse di scarsa trasparenza, l’amministrazione ribadisce che ogni atto è stato regolarmente pubblicato all’albo pretorio e che la consapevolezza della questione è testimoniata dalla cospicua quota già accantonata nei bilanci comunali degli anni precedenti proprio per far fronte agli esiti del contenzioso.

La proposta transattiva e gli obiettivi futuri

La maggioranza smentisce che la proposta di transazione sia stata formulata all’ultimo momento per scopi elettorali, definendola invece come il risultato di un lungo lavoro di interlocuzione tra i legali delle parti. L’obiettivo attuale resta quello di definire con precisione l’entità del debito tramite una composizione bonaria prima di procedere all’atto formale di riconoscimento.

La nota si conclude con un appello a un confronto politico più equilibrato: “Quando si affrontano questioni così delicate, sarebbe opportuno farlo evitando semplificazioni o rappresentazioni parziali che rischiano solo di alimentare allarmismi ingiustificati tra i cittadini”. L’amministrazione ha confermato l’impegno a riconoscere quanto dovuto entro i 120 giorni previsti dalla legge, assicurando la stabilità finanziaria dell’Ente.