Nella notte appena trascorsa, il porto di Vibo Marina è stato teatro di un nuovo intervento di accoglienza.
L’imbarcazione della Ong spagnola Aita Mari ha attraccato presso lo scalo calabrese con a bordo 32 migranti, tratti in salvo nelle ore precedenti mentre si trovavano alla deriva su un gommone in condizioni di precarietà.
Tra le persone giunte sulla terraferma sono presenti diversi profili di particolare vulnerabilità. Il gruppo comprende infatti un neonato di soli due mesi, otto minorenni — di cui sei non accompagnati — e una donna in stato di gravidanza, per i quali è stata attivata immediatamente l’assistenza specifica.
Il coordinamento delle operazioni nel porto calabrese
Le procedure di sbarco e di primo soccorso si sono concluse senza criticità, grazie al coordinamento tra le diverse realtà impegnate sul molo. Hanno presidiato l’area le forze dell’ordine e la Capitaneria di porto, supportate dal personale della Protezione Civile e dai volontari della Croce Rossa. Tutti i naufraghi sono stati sottoposti ai necessari controlli sanitari per verificare lo stato di salute generale e alle prime fasi delle operazioni di identificazione.
Il trasferimento verso l’hotspot di Portosalvo
Una volta terminate le attività sulla banchina, i migranti sono stati trasferiti presso l’hotspot situato nella frazione di Portosalvo. In questa struttura verranno completate le pratiche burocratiche e di fotosegnalamento prima che abbiano inizio i trasferimenti verso i centri di accoglienza distribuiti su tutto il territorio nazionale. La gestione logistica mira a garantire una collocazione rapida e sicura, nel rispetto dei protocolli previsti per la gestione dei flussi migratori.



