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Cosenza, l’allarme della Cgil: “La svendita dell’Amaco mette a rischio decine di posti”

La vicenda dell’Amaco, l’azienda che per decenni ha garantito la mobilità urbana a Cosenza, si tinge di tinte fosche. Quella che doveva essere un’operazione di salvataggio o di transizione industriale sta assumendo, agli occhi di osservatori e sindacati, i contorni di una vera e propria dismissione punitiva per il patrimonio pubblico e per i lavoratori.

I numeri del dissesto: valore dimezzato?

Il primo dato che solleva pesanti interrogativi riguarda la valutazione economica dell’operazione. Com’è possibile che una società con 111 dipendenti e un valore stimato di circa 4,5 milioni di euro sia stata ceduta per appena 2,1 milioni?

Questa differenza di oltre due milioni di euro configura quella che molti definiscono una “svendita”. Il timore, espresso con forza dalle sigle sindacali, è che dietro questa svalutazione si celino interessi privati ancora poco chiari, pronti a banchettare sulle ceneri di un asset pubblico essenziale.

Il “corto circuito” politico

Oltre al dato economico, emerge un inquietante stallo istituzionale. Solo pochi mesi fa, l’assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo, aveva tracciato una rotta precisa: il passaggio di Amaco in Cometra, il consorzio che gestisce il chilometraggio del servizio.

Quella soluzione appariva come l’unica strada percorribile per:

  • Garantire la continuità occupazionale di tutto il personale.

  • Mantenere una coerenza industriale nel sistema dei trasporti calabresi.

Il fatto che oggi si sia imboccata una direzione opposta evidenzia un brusco “corto circuito” tra le promesse della politica e la realtà dei fatti, alimentando dubbi sulla trasparenza dell’intera gestione.

Lavoratori nel mirino: l’allarme di Cgil e Filt

Per la Cgil e la Filt Cgil di Cosenza, la situazione è già oltre il livello di guardia. Se oggi sono circa venti i posti di lavoro a rischio, il timore è che questa sia solo la “punta dell’iceberg”.

“Non siamo di fronte a una semplice vendita, ma al rischio concreto di smantellare un servizio pubblico, sociale e universale”, denunciano i sindacati.

Senza un’inversione di tendenza, nei prossimi mesi il numero dei licenziamenti potrebbe salire drammaticamente, mettendo in ginocchio decine di famiglie in un contesto sociale già profondamente fragile.

Un futuro incerto

Il rischio è che il trasporto pubblico cosentino perda la sua natura di servizio per la collettività per trasformarsi in un terreno di conquista. Mentre il dibattito politico resta acceso, i dipendenti dell’Amaco restano in attesa di risposte, con il proprio futuro appeso a un filo e la sensazione che, in questa partita, a perdere siano stati ancora una volta i cittadini e il lavoro.