Il rispetto della segretezza del voto torna al centro della cronaca locale a seguito di un episodio verificatosi durante le consultazioni per il referendum sulla giustizia. Presso la sezione 31 di via Broussard, due elettori sono stati sorpresi mentre tentavano di immortalare la propria preferenza con uno scatto fotografico all’interno della cabina.
L’allarme e l’intervento dei carabinieri
L’anomalia nel comportamento dei due cittadini non è passata inosservata al presidente di seggio, il quale ha prontamente segnalato la situazione alle autorità competenti. In breve tempo, i carabinieri sono giunti sul posto per avviare gli accertamenti necessari e identificare i soggetti coinvolti, interrompendo quella che rappresenta una violazione delle procedure elettorali.
Le conseguenze legali e l’annullamento della scheda
La normativa vigente parla chiaro in merito alla tutela della libertà e della segretezza dell’espressione di voto. La legge proibisce categoricamente l’introduzione di telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini all’interno delle cabine. Per i due responsabili è scattata la denuncia d’ufficio, mentre il voto appena espresso è stato dichiarato nullo dalle autorità di seggio.
Ripresa delle attività nel seggio
Nonostante il momento di tensione e la necessità di svolgere i rilievi del caso, le operazioni di voto non hanno subito interruzioni prolungate. L’intervento tempestivo del personale del seggio e delle forze dell’ordine ha permesso di ripristinare il normale svolgimento delle consultazioni, garantendo agli altri cittadini presenti il diritto di votare in un clima di regolarità.



