Il completamento dell’iter approvativo per il ponte sullo stretto di Messina è previsto entro la fine dell’estate 2026.
Questa tempistica permetterebbe di avviare la fase realizzativa dell’opera nell’ultimo trimestre dello stesso anno. La previsione è stata illustrata da Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, nel corso di un’audizione presso la commissione Ambiente del Senato riguardante il disegno di legge su commissari straordinari e concessioni.
L’evoluzione del corrispettivo e l’indicizzazione dei prezzi
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato l’incremento dei costi stimati per l’opera, passati dai 3,9 miliardi di euro del 2006 ai 10,5 miliardi di euro attuali. Ciucci ha chiarito che tale variazione non dipende da modifiche progettuali sostanziali, ma riflette l’andamento del mercato globale.
“L’aggiornamento del corrispettivo del Contraente generale è il risultato, pressoché esclusivamente, dell’applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzi anche con riferimento al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione”, ha spiegato l’amministratore delegato. Secondo questa ricostruzione, l’incremento non sarebbe riconducibile a varianti di lavori che potrebbero far scattare le restrizioni previste dalla direttiva europea sugli appalti.
Le varianti al progetto e il tracciato ferroviario
In merito alle modifiche apportate al piano originale, è stato precisato che le uniche varianti effettive riguardano l’integrazione con il territorio siciliano, in particolare per quanto concerne il trasporto su ferro. Queste modifiche risultano coerenti con le richieste avanzate a livello locale negli anni passati.
“Per il ponte le uniche varianti per lavori, che in ogni caso rientrerebbero nel limite del 50%, riguardano il tracciato ferroviario, con le tre stazioni, così come indicato dall’amministrazione comunale di Messina e recepito nel progetto definitivo 2011”, ha sottolineato Ciucci durante l’audizione. L’adeguamento ferroviario rimane dunque l’unico scostamento tecnico rilevante rispetto all’impostazione generale, garantendo il rispetto dei limiti normativi vigenti.



