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Vertenza tirocinanti in Calabria, l’allarme dei sindacati: “Quasi mille lavoratori a rischio esclusione”

Le organizzazioni sindacali NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp hanno tracciato un bilancio sul percorso dei Tirocini di Inclusione Sociale in Calabria, evidenziando luci e ombre di una stabilizzazione che non riguarda ancora l’intera platea degli aventi diritto.

Se da un lato le prime sottoscrizioni dei contratti a tempo indeterminato confermano l’efficacia del percorso avviato con la Regione, dall’altro resta l’incognita per un bacino stimato tra le 800 e le 1.100 unità che rischia di rimanere escluso dai processi di assunzione presso i Comuni.

Le criticità del bacino escluso e i ritardi nelle indennità

La preoccupazione dei sindacati si concentra su diverse categorie di lavoratori che attendono risposte certe. Circa 396 persone, uscite dai tirocini lo scorso luglio, sono state prese in carico dai Centri per l’Impiego per percorsi formativi non ancora avviati. A questi si aggiungono 76 lavoratori fuoriusciti a novembre che non hanno percepito alcuna indennità.

Per questi ultimi, le sigle sindacali sollecitano l’erogazione dell’anticipo di 2.000 euro già riconosciuto ad altri colleghi a dicembre, chiedendo che il pagamento avvenga prima delle festività pasquali. Il numero dei potenziali esclusi è destinato a crescere con i lavoratori provenienti dai Comuni in dissesto o pre-dissesto e coloro che non rientreranno nelle graduatorie definitive dei CPI.

Le richieste alla Regione e le altre vertenze aperte

NIdiL, Felsa e UILTemp chiedono un incontro urgente al presidente Roberto Occhiuto e all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese per definire soluzioni strutturate che vadano oltre la semplice formazione.

Oltre ai Tis, restano aperte altre partite delicate: i 38 lavoratori della legge 6 in Fincalabra attendono un intervento normativo per la stabilizzazione dopo la proroga a settembre, mentre per gli operatori delle leggi regionali 40 e 15, impiegati nei Parchi, si sollecita il rispetto degli impegni assunti nei precedenti tavoli tecnici. L’obiettivo dichiarato dalle organizzazioni è garantire dignità e stabilità occupazionale a tutti i lavoratori coinvolti, senza lasciare indietro nessuno.

I sindacati calabresi sollecitano un incontro con i vertici regionali per definire il futuro dei tirocinanti esclusi dalla stabilizzazione e risolvere il nodo delle indennità arretrate.