L’istituzione della “Zona 30” nel Comune di Cosenza finisce al centro di una dura polemica politica. I consiglieri di opposizione sono intervenuti per contestare le recenti dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici, sostenendo che quanto realizzato finora sia lontano dagli obiettivi di mobilità sostenibile annunciati in campagna elettorale. Secondo la minoranza, quello che viene presentato come un progetto innovativo si ridurrebbe a una semplice apposizione di limiti di velocità, priva della necessaria pianificazione urbanistica.
L’assenza del Pums e i limiti della normativa
Il fulcro della critica riguarda la mancata approvazione del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS), strumento che i consiglieri ritengono indispensabile per una reale trasformazione urbana. “Per rendere possibile tutto ciò era indispensabile l’approvazione del PUMS. Dopo quattro anni di amministrazione, nonostante diverse interlocuzioni con l’università e diversi incarichi esterni affidati per raggiungere tale obiettivo, però, del PUMS nessuna traccia”, dichiarano i rappresentanti dell’opposizione. In mancanza di questo piano, la normativa consentirebbe l’introduzione dei limiti a 30 km/h esclusivamente in zone sensibili come scuole o ospedali, limitando l’intervento a brevi tratti stradali anziché creare un’area omogenea e sicura per pedoni e ciclisti.
Contraddizioni e criticità negli interventi stradali
I consiglieri Francesco Caruso, Francesco Cito, Alfredo Dodaro, Giuseppe d’Ippolito, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Francesco Spadafora, Michelangelo Spataro e Antonio Ruffolo evidenziano inoltre diverse incongruenze tecniche. Viene citato il caso dei dossi installati in prossimità delle strisce pedonali, definiti una scelta discutibile poiché il Codice della Strada impone già il rallentamento in quegli spazi. Un’ulteriore anomalia riguarderebbe via Misasi: qui la nuova segnaletica avrebbe innalzato il limite da 20 a 30 km/h, producendo l’effetto opposto rispetto alla maggiore sicurezza auspicata.
Una scelta di comunicazione più che di mobilità
La posizione dei firmatari della nota è netta nel definire l’operazione come una manovra d’immagine piuttosto che un intervento strutturale. “Appare evidente come si tratti più di un’operazione di comunicazione che di un reale intervento di mobilità sostenibile. I cittadini meritano scelte serie, pianificate e coerenti con gli strumenti previsti dalla legge, non interventi parziali e contraddittori”, concludono i consiglieri. La richiesta all’amministrazione è dunque quella di abbandonare gli annunci per concentrarsi su una pianificazione reale che includa corsie riservate e sensi unici eccetto bici, come previsto dal programma originario del Sindaco.



